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BpVi, Vescovi al Fondo Atlante: “Non affossate le imprese venete”

Pubblicato il 20 giugno 2016 in Credito, Pmi e Imprese, Vicenza

Luciano Vescovi  

Il tema BpVi è stato al centro del discorso, il primo da presidente degli industriali vicentini, di Luciano Vescovi di fronte alla platea dell’assemblea generale di Confindustria Vicenza, intitolata “Il settimo continente”, in Basilica Palladiana lunedì 20 giugno 2016, con la partecipazione anche del presidente di Confindustria nazionale Vincenzo Boccia. Vescovi si è appellato al Fondo Atlante, di fatto il padrone di Banca Popolare di Vicenza (e forse presto anche di Veneto Banca): «Se userete la mannaia con le aziende venete, taglierete il ramo su cui siete seduti – la frase più forte usata dal presidente degli industriali berici –. Se affossate le nostre aziende, affosserete i bilanci delle altre grandi banche italiane». L’orizzonte è quello dell’assemblea del 7 luglio in cui gli investitori del Fondo Atlante eleggeranno il nuovo cda della banca.

Vescovi: “BpVi, la colpa non è della politica”

Vescovi ha anche parlato di responsabilità nel crack delle azioni BpVi, implicitamente accusando il mondo imprenditoriale e finanziario del disastro: «Questa volta la politica, in particolare quella veneta, non c’entra nulla».

«Il futuro delle nostre banche – ha detto Vescovi – è nella mani del Fondo Atlante, che non è un ente di assistenza e beneficenza, è uno strumento finanziario. E la finanza ragiona con la logica dei numeri, non può né deve agire diversamente. La seconda puntata di questa tragica vicenda quindi è già scritta: tra poco i nuovi board delle due banche, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, riprenderanno in esame gli affidamenti alle aziende piccole e grandi, dalla bottega artigiana alla grande aziende internazionalizzata. E opereranno con una mera logica economica e finanziaria. I bilanci delle aziende verranno pesantemente perturbati dalle svalutazioni delle partecipazioni, dall’azzeramento del valore delle azioni delle banche. I giudizi sui bilanci, i rating delle aziende, saranno poi regolati dai criteri di Basilea 3».

“Non usate la mannaia con le aziende venete”

«Al Fondo Atlante e al sistema finanziario nazionale ricordo una cosa che sanno benissimo: se userete la mannaia con le aziende venete – ha proseguito Luciano Vescovi – taglierete il ramo su cui siete seduti. Se affossate le nostre aziende, affosserete i bilanci delle altre grandi banche italiane. Esercitate davvero il vostro potere col governo e fate presto!»

Il discorso è proseguito rivolgendosi alle grandi banche: «Avete inventato un enorme fondo privato che salva le banche venete, sbrigatevi a creare uno strumento che aiuti le aziende venete vostre clienti. Abbiate attenzione e rispetto per chi in questi mesi ha visto disintegrati i risparmi di una vita, anche per evitare ulteriori gesti generati dalla disperazione». Il riferimento è all’azionista di Banca Popolare di Vicenza che si è tolto la vita pochi giorni fa.

“Strumenti per salvare le aziende”

«Non vorrei che si arrivasse a vedere destinate risorse pubbliche alla sola creazione di “scivoli” per i licenziamenti dei dipendenti delle banche, anziché a interventi che favoriscano il sostegno alle aziende in difficoltà a causa di questo disastro» ha proseguito Vescovi. «Infine, chi ha sbagliato paghi. E voglio sottolineare, per onestà intellettuale, che questa volta la politica, in particolare quella veneta, non c’entra proprio nulla. Alle istituzioni dello stato, anzitutto alla magistratura, il compito di valutare se ci sono stati errori, colpe, dolo; e chi ha sbagliato venga giudicato, il più in fretta possibile»

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