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Fare startup oltre il fallimento: «Ecco i 7 ingredienti del successo»

Pubblicato il 11 giugno 2018 in Innovazione, Opportunità, Padova

 

Il segreto dell’innovazione? A volte è nascosto negli «errori», nei fallimenti che mostrano, più di ogni altra cosa, cosa è necessario per costruire un progetto di successo. Sette gli ingredienti: motivazione, founder, co-founder, idea, analisi di mercato, piano strategico, soldi, innovazione. Sono i capitoli (e non è un caso) del libro «Come far fallire una startup e vivere felici» scritto da Andrea Dusi ed edito da Bompiani. Il libro è stato al centro del secondo incontro di Innovation Stories, il ciclo di incontri promosso da Veneto Economia per mettere al centro storie di innovazione. Dopo l’esordio dedicato al food, il secondo incontro, intitolato «Errori di successo», ha messo a confronto Andrea Dusi, fondatore di Wishdays – startup che vendendo pacchetti esperienziali ha raggiunto la tanto agognata exit – e Paolo Gubitta, docente di Organizzazione Aziendale all’Università di Padova. Una cinquantina le persone – imprenditori, talenti e ricercatori – accorsi alla Specola per l’incontro di Veneto Economia.

Innovazione: pregi e difetti dell’ecosistema Italia

A introdurre e accompagnare l’incontro, come tutto il ciclo di Innovation Stories, l’intervento di Loris Rizzo, wealth advisor che ha contestualizzato pregi e difetti dell’ecosistema italiano. «Le startup innovative registrate sono nel nostro Paese 8391, secondo l’ultimo dato di fine 2017 – ha ricostruito Rizzo –, in crescita del 6,8% rispetto a soli tre mesi prima. Un ecosistema in fermento e che è portato a investire: il rapporto tra immobilizzazioni e attivo patrimoniale risulta infatti pari al 27,24%, esattamente 8 volte più elevato rispetto alla media delle società di capitali “tradizionali”. La nota dolente è nei venture capital, i cui numeri in Italia sono asfittici: nel 2017 hanno investito 208 milioni di euro, addirittura in calo rispetto al 2016 quando le operazioni di supporto alle startup avevano raccolto 220 milioni. In Francia, ad esempio, si stima che nello stesso anno i venture capital abbiano investito 2,7 miliardi. Tuttavia gli incentivi non mancano: una serie di agevolazioni fiscali su Irpef e Ires sono state rese permanenti nella Legge di bilancio 2017».

Fare spazio ai “rule-breaker”

«Quello che serve a uno startupper – ha sintetizzato Dusi – è la passione per il suo progetto, unico elemento che può portarlo a lavorare senza soste, con l’energia necessaria a ogni impresa di successo». I fattori che Dusi ha messo sul tavolo uno ad uno, prendendo ad esempio la sua storia come quelle degli esempi portati nel libro, sono stati analizzati da Paolo Gubitta: «La nostra società – ha sottolineato il professore – deve dare spazio ai giovani, creare situazioni istituzionalizzate per i “rule-breaker”, quei giovani che sono in grado di cambiare paradigma. Compito dei cinquantenni come me è quello di far spazio, dare coraggio e saper incentivare chi può costruire il futuro». Un intento che lo stesso Dusi mette in atto con Impactscool, fondazione che promuove l’educazione all’innovazione.

Innovation Stories torna il 5 luglio

Prossimo appuntamento con Innovation Stories il 5 luglio: ospiti Francesco Inguscio, founder di Nuvolab e Andrea Cortelazzo, fondatore di Menocarta.net.

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