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Pendolari, il treno Verona-Rovigo nella black list italiana

Pubblicato il 12 dicembre 2017 in Fisco e consumi, Infrastrutture, Rovigo, Verona

ferrovia verona rovigo  

Anche quest’anno nella black list: la linea ferroviaria Verona-Rovigo è la quarta peggiore tratta d’Italia come qualità del servizio per i pendolari, secondo il rapporto Pendolaria 2017 promosso da Legambiente. Lo stesso risultato lo aveva ottenuto negli anni scorsi, la tratta polesana, e dal 2015 non sembra essere cambiato molto. La velocità media è di appena 55 chilometri all’ora, manca ancora il completamento dell’infrastruttura elettrica nelle tratte Isola della Scala-Cerea e Legnago-Rovigo che è il tratto più lungo e più trascurato, non c’è le possibilità di un biglietto unico per il proseguimento da Rovigo a Chioggia e pochissime corse permettono il trasporto di biciclette.

Meno treni

«Troppo poco è stato fatto su questa tratta ferroviaria di 96,6 km che collega due capoluoghi di provincia ed uno snodo importante come quello di Legnago» si legge nel rapporto dell’associazione ambientalista. «Il servizio passeggeri è effettuato da Sistemi Territoriali azienda controllata dalla Regione Veneto e la linea è a binario unico se non per due piccoli tratti (per un totale di 15 chilometri) – prosegue lo studio –. La linea vede 12 coppie di treni transitare ogni giorno mentre nel 2012 se ne contavano 14».

In 15 anni 16 minuti in più

Negli anni la situazione anziché migliorare è peggiorata, tanto che «15 anni fa il treno più veloce ci mettevo 1 ora e 25 minuti, oggi impiega 16 minuti in più» scrive Legambiente. Studenti, lavoratori e turisti lamentano «poche corse, mezzi obsoleti, ritardi ed abbandono delle piccole stazioni spesso sprovviste perfino delle tabelle che indicano gli orari».

I volontari di Legambiente hanno calcolato che «su soli due treni pendolari (7:38 Rovigo-Verona e 15:56 Verona-Rovigo) in un tratto di 13 chilometri (Rovigo-Fratta Polesine) i ritardi accumulati in un anno superano abbondantemente gli 8.000 minuti senza contare le soppressioni non sostituite da mezzi alternativi».

«Non c’è poi un sistema di bigliettazione unica che agevolerebbe gli spostamenti tra le diverse località lungo la linea. Il costo del biglietto a fronte di un servizio così inefficace è esorbitante: 2,55 euro per 13 chilometri» prosegue la requisitoria.

Nuovi treni in arrivo (a diesel)

Una nota positiva, citata da Legambiente, è costituita dagli impegni assunti dalla Regione Veneto, proprietaria dell’azienda Sistemi Territoriali che gestisce la tratta. Impegni che però «vedranno i frutti non prima del 2019 – sottolinea l’associazione –, quando 10 nuovi treni sostituiranno quelli attualmente in servizio lungo la linea, treni che però senza il completamento dell’infrastruttura saranno ancora alimentati a diesel. A questi si aggiungerà l’eliminazione di alcuni passaggi a livello e l’ammodernamento del sistema di controllo della circolazione dei treni alla stazione di Legnago».

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