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Bce a Veneto Banca: nuovo cda sarà sorvegliato speciale

Pubblicato il 4 maggio 2016 in Credito, Treviso

Bce Banca centrale europea Francoforte  

Una valutazione continua, la possibilità di intervistare i nuovi consiglieri, un accurato controllo dei possibili conflitti di interesse all’interno del nuovo board di Veneto Banca, che sarà eletto sabato 5 maggio all’assemblea dei soci. È la strategia della Bce, la Banca centrale europea, per guidare il “sorvegliato speciale” Veneto Banca, l’istituto di Montebelluna che si avvia all’aumento di capitale da 1 miliardo e alla quotazione in Borsa, ed è scritta nero su bianco in una lettera che sarà letta durante l’assemblea. L’obiettivo di Francoforte sembra chiaro: evitare un secondo caso Banca Popolare di Vicenza, che lunedì si è vista sbattere la porta in faccia dalla Borsa Italiana, che ha respinto la richiesta di quotazione a causa dello scarso afflusso di nuovi investitori.

La lettera della Bce è arrivata il 3 maggio al consiglio di amministrazione di Veneto Banca. «Desideriamo ribadire che un assetto di governance adeguato è fondamentale per assicurare la sana e prudente gestione di una banca. Tanto il consiglio di amministrazione quanto gli azionisti devono contribuire alla buona governance – scrive la Bce – Ciò vale soprattutto per Veneto Banca. Le attuali debolezze della banca, che hanno inciso pesantemente sul risultato economico, sul patrimonio e sul valore delle azioni negli ultimi anni, derivano tra l’altro dalla povera qualità degli attivi accumulati negli anni passati, dalle carenze nei controlli interni già rilevate nell’ispezione della Banca d’Italia del 2013, dalla necessità di apportare detrazioni dal patrimonio (come già effettuato dai nuovi managers) in ragione del finanziamento di azioni della banca non dichiarato e non segnalato, nonché da prassi passate attualmente oggetto di indagine da parte del pubblico ministero».

Bce a Veneto Banca: stop conflitti di interesse

«Dopo il ricambio al vertice avvenuto nella seconda metà del 2015, Veneto Banca ha avviato un processo di rinnovamento complesso e denso di sfide, essenziale per assicurare in futuro la stessa sostenibilità economica della banca» afferma Francoforte, che auspica «l’esecuzione completa e tempestiva del progetto “Serenissima”», che prevede la trasformazione in Spa (già realizzata), l’aumento di capitale e il varo in Piazza Affari.

Ma la Bce terrà gli occhi ben aperti sui nuovi gestori di Veneto Banca, dove si sfidano due liste, una espressione dell’attuale cda guidato dal presidente Pierluigi Bolla e dall’ad Cristiano Carrus, l’altra espressione delle associazioni dei soci Per Vento Banca e Associazione azionisti Veneto Banca, guidate da Matteo Cavalcante e da Giovanni Schiavon. «La Bce valuterà con attenzione la professionalità e l’onorabilità dei futuri consiglieri di Veneto Banca al fine di garantire il rispetto dei requisiti stabiliti dalla regolamentazione – si legge nella lettera – Come noto, ogni nuovo consigliere sarà sottoposto a una valutazione dei requisiti di professionalità e onorabilità che ne verificherà la reputazione, l’esperienza nella gestione bancaria e l’indipendenza, inclusa la presenza di eventuali conflitti di interesse, come previsto dalla regolamentazione vigente».

La Bce potrà intervistare i nuovi consiglieri per valutarli

Professionalità e onorabilità, indipendenza e «la completa assenza di legami con le passate carenze gestionali» saranno «tenuti sotto attenta osservazione nel continuo» da Francoforte, anche chiedendo una «autovalutazione dell’idoneità dei consiglieri di nuova nomina concernente tutti gli ambiti sopra citati». Non solo: fra i metodi che metterà in campo la Bce c’è anche la possibilità che tutti i nuovi consiglieri di Veneto Banca siano «intervistati dalla Bce nel quadro della valutazione di loro requisiti di professionalità e onorabilità».

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