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Banco Popolare-Bpm, la Uil: “Bene il piano, ma assumere giovani”

Pubblicato il 18 maggio 2016 in Credito, Lavoro, Verona

Massimo Masi  

È positivo il giudizio della Uilca, il sindacato dei bancari della Uil, sul piano strategico congiunto Banco Popolare-Bpm, presentato nei giorni scorsi in vista della fusione fra le due banche che porterà alla nascita del terzo gruppo bancario italiano per dimensioni. Giudizio che però diventa più tiepido quando si affronta il tema occupazione: il massiccio piano di esuberi per 1.800 dipendenti, e di riqualificazione per altri 800, secondo la Uilca deve essere bilanciato da assunzioni di almeno 400-500 giovani.

«È una fusione che crea valore ed esula dalla solita e banale politica della mera riduzione dei costi – dichiara il segretario generale della Uilca Massimo Masi –. Colpisce il prospettico aumento dei ricavi in un contesto economico complesso e difficile in cui versa il nostro Paese. In alcune parti questo Piano somiglia molto al nuovo modello di banca che abbiamo presentato ad Abi nell’ormai lontano luglio 2014, puntando sui servizi e alla vicinanza al territorio, sostenendo le Pmi e le famiglie. Anche se le 335 filiali chiuse rappresentano un numero significativo, il modello distributivo scelto con la multicanalità, la chiusura delle agenzie che si andranno a sovrapporre e la chiusura di quelle denominate “spoke”, va nell’alveo delle nostre proposte di concentrare tutto in agenzie più grandi dove si possono svolgere la totalità delle operazioni e il cliente può trovare interlocutori validi e capaci di affrontare tutte le problematiche. Nel Piano Industriale, seppur viene data grande enfasi alla prevalenza della nuova banca nelle zone più ricche del Paese, vengono mantenute le filiali strategiche nel sud».

Banco Popolare-Bpm, Uilca: “Assumere 400 giovani”

Poi il tema delicato dell’occupazione. Le uscite per la Uilca devono essere volontarie. E mitigate dall’assunzione di giovani. «I 1.800 esuberi e le 800 riqualificazioni interne rappresentano numeri importanti – continua Masi – che devono essere gestiti con esodi esclusivamente volontari. Ma tutto ciò non potrà essere completo se non esisterà un piano giovani che preveda nel corso del triennio l’ingresso di 400-500 giovani».

«Mi ha colpito la scelta di non esternalizzare le lavorazioni – annota positivamente Masi – e, anzi, di internalizzarne alcune in precedenza date all’esterno. Condivido inoltre l’importante progetto di Npl Unit, in pratica una Bad Bank interna per il recupero crediti. Poiché le trattative inizieranno dopo le assemblee dei soci di ottobre – conclude Masi – evidenzio le problematicità che avranno la priorità, oltre la gestione degli esuberi, per la Uilca: mobilità del personale, mantenimento e valorizzazione delle professionalità esistenti e massima attenzione alla riconversione professionale, rafforzamento del welfare aziendale».

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