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BpVi, quelle azioni vendute dal gruppo Zonin nel 2015

Pubblicato il 4 aprile 2016 in Credito, Pmi e Imprese, Vicenza

Gianni Zonin  

La casa vinicola Zonin nel corso del 2015 ha venduto due terzi del proprio pacchetto azionario in Banca Popolare di Vicenza. Proprio nell’anno della più acuta crisi finanziaria dell’istituto di credito, quel 2015 che è trascorso fra il taglio del valore delle azioni – crollato del 90% in dieci mesi – e inchieste della magistratura. Per migliaia di soci dell’istituto, invece, vendere le azioni si è rivelata un’impresa impossibile, visto il “congelamento” di fatto degli acquisti da parte della banca stessa. Che era presieduta fino a novembre da Gianni Zonin, ovvero il presidente – fino a pochi giorni fa – della casa vinicola omonima

BpVi e gruppo Zonin, vendute due azioni su tre

I numeri sono quelli riportati oggi da Stefano Righi sul Corriere Economia: «In occasione dell’assemblea di approvazione del bilancio 2014 la Casa vinicola si presentò titolare di 61.228 azioni. Era l’aprile 2015. Oggi quei titoli sono diventati 21.852». Dunque 39.486 azioni vendute. I dati erano stati confermati anche dal Sole 24 ore, in precedenza, da fonti di BpVi, e c’è da scommettere che non mancheranno di destare stupore fra gli azionisti vicentini e non.

Fra chi ha invece comprato azioni di BpVi in quello stesso anno 2015 c’è, invece, la Fondazione Roi, la cui vicenda parte dal marchese e mecenate Giuseppe Roi e passa poi, alla sua morte, alla gestione del medesimo Gianni Zonin, che è tutt’ora presidente della fondazione benefica. Ebbene, come scrive Stefano Righi riportando quanto scritto dal giornale online Vicenza Più, la fondazione dall’assemblea del 2014 a quella del 2015 ha accresciuto il proprio patrimonio di 39.175 azioni di Banca Popolare di Vicenza.

BpVi: chi ha perso di più

Sono 118mila gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza che hanno visto il valore delle loro quote quasi azzerarsi in un anno. Non solo persone in carne e ossa ma anche molte società, finanziarie e industriali, che hanno messo a bilancio perdite corrispondenti al diminuito prezzo delle azioni.

In testa c’è Cattolica assicurazioni (894.674 azioni), di cui a sua volta BpVi detiene una partecipazione importante; seguono Generali (415.053 azioni), Fondazione Cariprato (354.148 azioni) che ha dato mandato a uno studio legale per valutare eventuali azioni di rivalsa contro la banca, e Allianz (296.286 azioni).

Nella lista degli azionisti “top” di BpVi c’è anche Fiamm, l’azienda vicentina produttrice di batterie di cui è presidente Stefano Dolcetta anche presidente della banca: l’impresa conta 55.542 azioni. Quota importante anche per il gruppo edile Maltauro (44.819 azioni), mentre non mancano partecipazioni (e perdite a bilancio) per istituzioni ecclesiastiche come la Provincia Veneta dell’Ordine dei Servi di Maria (30.495 azioni) e la Diocesi di Vicenza per la gestione del settimanale La Voce dei Berici (26.255 azioni). Pizzarotti ha in portafoglio 25.710 azioni, il gruppo Cremonini 22.013, la veneta Finint 21.941 e Alì Supermercati spa 12.091.

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