Società benefit: come gestire gli obblighi fiscali tra impatto sociale e sostenibilità economica
Il Veneto si conferma protagonista nell’innovazione d’impresa responsabile. Con oltre 500 società benefit, il territorio si colloca al terzo posto a livello nazionale. Un dato significativo emerge dalla Ricerca Nazionale sulle Società Benefit: il 20% delle imprese benefit investe oltre il 5% del proprio fatturato in obiettivi sociali e ambientali, contro solo il 6% delle imprese tradizionali. Numeri che testimoniano un cambio di paradigma nella gestione d’impresa. Ma questi impegni hanno un impatto anche nella gestione delle imprese.
Doppia missione, doppia contabilità
La caratteristica distintiva delle Società Benefit risiede nella necessità di bilanciare profitto e impatto. Dal punto di vista fiscale, questo si traduce nell’importanza di distinguere chiaramente i costi commerciali dagli investimenti benefit. Si tratta di una pratica fondamentale, seppur non obbligatoria, che consente di accedere più agevolmente a finanziamenti dedicati e di giustificare le deduzioni fiscali.
La chiave è la tracciabilità. Investimenti in formazione dei dipendenti su temi di sostenibilità, acquisti da fornitori certificati, progetti per la riduzione dell’impatto ambientale. Ogni voce di spesa legata alle finalità statutarie va identificata e monitorata. Molte Società Benefit scelgono di allocare una percentuale predefinita del fatturato agli obiettivi benefit, creando un parametro di riferimento chiaro per la pianificazione pluriennale e la valutazione dei risultati.
Incentivi fiscali e agevolazioni
Lo status di società benefit apre l’accesso a una serie di strumenti finanziari e fiscali specifici. A livello nazionale, esistono crediti d’imposta per innovazione sostenibile e per investimenti in tecnologie cosiddette “green”, mentre a livello regionale e camerale vengono pubblicati bandi dedicati alle imprese che integrano finalità di beneficio comune nei loro modelli di business.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le premialità nei bandi pubblici: molte gare d’appalto attribuiscono punteggi aggiuntivi alle società benefit e a chi dimostra prestazioni ESG misurabili. Anche il sistema bancario sta sviluppando linee di credito agevolate per le imprese con certificazioni di sostenibilità. Il principio è semplice: mantenere sempre aggiornata la documentazione sulle attività benefit consente di cogliere tempestivamente le opportunità quando si presentano.
Trasparenza documentale: la Relazione d’Impatto come strumento strategico
La normativa impone alle società benefit la redazione di una Relazione d’Impatto annuale, che descriva le attività svolte, gli obiettivi raggiunti e le eventuali criticità emerse. Questo documento, spesso percepito come mero adempimento burocratico, rappresenta in realtà un asset strategico, in quanto costituisce la base documentale per accedere a finanziamenti, per rendicontare ai soci l’impiego delle risorse destinate agli obiettivi benefit e per supportare le richieste di agevolazioni fiscali.
La coerenza tra finalità statutarie e azioni concrete è il parametro chiave. Le imprese che dichiarano obiettivi specifici nello statuto devono dimostrare di averli perseguiti attivamente. Secondo la ricerca menzionata, l’85% delle azioni censite nelle grandi società benefit ha raggiunto gli obiettivi prefissati.
Per semplificare questo processo, molte società benefit adottano strumenti digitali che automatizzano la raccolta dei dati finanziari necessari alla rendicontazione. Aprire un conto business con strumenti avanzati, permette di categorizzare automaticamente le transazioni, monitorare in tempo reale i flussi di cassa destinati agli obiettivi benefit e generare report dettagliati, facilitando così tutti gli obblighi di tracciabilità e reporting.
Generare risparmio fiscale con l’impatto sociale
Gli investimenti benefit non sono solo un costo, ma possono tradursi in vantaggi fiscali. La formazione del personale su tematiche di sostenibilità, ad esempio, produce un duplice beneficio: rafforza il capitale umano dell’azienda e consente di portare i costi in deduzione. Allo stesso modo, gli investimenti in tecnologie per l’efficientamento energetico possono accedere ad ammortamenti accelerati e crediti d’imposta specifici.
Anche il welfare aziendale si inserisce in questa logica. Strumenti come buoni pasto e convenzioni per servizi alla persona, generano vantaggi fiscali per l’azienda e benefici concreti per i dipendenti, rafforzando al contempo il loro senso di appartenenza e coinvolgimento.
Pianificare con una visione
La gestione fiscale di una società benefit richiede un approccio di più ampio respiro, che non separi mai la dimensione economica da quella sociale. La chiave del successo risiede nella capacità di pianificare con visione pluriennale, documentando sistematicamente le scelte e mantenendo coerenza tra dichiarazioni statutarie, investimenti e rendicontazione dell’impatto.
Per le imprese che si approcciano a questo modello o che l’hanno adottato di recente, il consiglio è duplice: dotarsi di strumenti di gestione che facilitino la tracciabilità delle spese benefit e di consulenti che comprendano la natura ibrida di questo tipo di società.