Caro affitti, Padova quarta città in Italia per incremento dei costi. Venezia e Verona nella top 10
Padova è la quarta città del Paese per crescita del costo degli affitti tra 2019 e 2025. A dirlo uno studio di Cna che registra un incremento del 43% del costo medio di un affitto di un appartamento di 70 metri quadrati in città. Se in questi 6 anni gli affitti sono cresciuti di quasi il 50%, i redditi medi sono saliti solo dell’11%: questo il divario sottolineato in una nota dall’associazione degli artigiani.
A Padova la stima è di un affitto medio pari a 1.090 euro al mese nel 2025 per un appartamento con una superficie pari a 70 metri quadri, a fronte di uno stipendio netto di 2.000. Ogni mese un inquilino mediamente mette nel solo costo dell’affitto circa il 55% del proprio reddito. Un rapporto che non garantisce un reddito disponibile sufficiente ad una vita dignitosa, lamenta Cna.
“Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale – afferma il Presidente di Cna Padova e Rovigo Luca Montagnin – ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Servono interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, favorire la rigenerazione urbana e sostenere l’equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. In ballo c’è anche la tenuta del mercato interno che assorbe una parte importante dei prodotti e dei servizi delle imprese artigiane ma anche la capacità di attrarre talenti e giovani leve che rischiano, qualora pensassero di spostarsi sul nostro territorio, di non riuscire a far quadrare i conti a fine mese”.
All’opposto invece Rovigo: la città è penultima nella classifica nazionale subito prima di Teramo in Abruzzo. Qui gli stipendi medi tra 2019 e 2025 sono cresciuti solo dell’8% (arrivando a 1.800 euro mensili in media) mentre gli affitti sono saliti del 18%. In sostanza per un appartamento di 70 metri quadri nel 2019 una famiglia pagava 480 euro, l’anno scorso ne spendeva 565. Un inquilino di Rovigo spende “solo” il 31% del suo reddito netto nella locazione di un alloggio. Una soglia comunque non lontana dal massimale previsto per il rapporto tra stipendio e rata mensile di un ipotetico mutuo.
“La questione di Rovigo merita una riflessione specifica – aggiunge Montagnin. – Questi dati sembrano confortanti, e lo sono, ma nascondono in parte anche un altro fenomeno: la vivacità imprenditoriale e occupazionale dell’area è sotto pressione da tempo e gli effetti si vedono anche sul piano dei canoni di locazione. Qui servono interventi pubblici che siano in grado di dare uno stimolo alla crescita economica e occupazionale a tutti i livelli. Sul fronte casa poi i nostri imprenditori segnalano un problema ancora più specifico: più volte i colleghi mi hanno segnalato la difficoltà di reperire alloggi in affitto per i lavoratori. Un fenomeno che rallenta ulteriormente la spinta propulsiva dell’area verso la ripresa economica”.
Tre città venete nella top 10 del caro affitti
Ma Rovigo è sostanzialmente un caso isolato in un Veneto colpito più di altre regioni dal fenomeno del caro affitti: nella top ten delle città dove il caro affitti è stato più drastico sono ben 3 le città venete rappresentate: oltre a Padova c’è Venezia (quinta nella classifica nazionale) con un incremento degli affitti del 42% a fronte di una crescita degli stipendi nello stesso periodo di tempo (2019-25) del 9%. Qui l’incidenza dell’affitto sullo stipendio è addirittura superiore e raggiunge il 56%.
Segue Verona, al settimo posto, con una crescita dei canoni di locazione del 39% a fronte di un incremento degli stipendi del 10%. Qui, nel 2025, il 53% dello stipendio netto se ne va in locazione. In media classifica stanno Treviso (al 27esimo posto con un incremento del 25% a fronte di una crescita degli stipendi del 10%) e Vicenza (al 31esimo posto su indicatori percentuali del tutto simili a Treviso).
Segue Belluno che invece si colloca in 79esima posizione con un caro affitti “solo” del 19% in 6 anni a fronte di una crescita degli stipendi dell’8% (comunque meno della metà). A chiudere la classifica regionale, come già detto, è Rovigo, penultima in Italia subito prima di Teramo in Abruzzo, città che ha registrato un incremento medio dei canoni di locazione del 17%.