Olimpiadi, le Terme e i Colli Euganei ridisegnano l'offerta: fangoterapia per la rigenerazione degli sporti e cicloturismo
Le Terme e i Colli Euganei come destinazione per gli sportivi, agonisti e amatori, in grado di rispondere a una domanda che coniuga salute, benessere ed esperienze open air. Una proposta presentata sabato 21 febbraio a Cortina d’Ampezzo dall’Ogd Terme Colli Euganei, dalla Fondazione Turismo Padova, Terme e Colli Euganei e da Federalberghi Terme Abano Montegrotto nel corso di un evento organizzato in occasione delle Olimpiadi invernali 2026 Milano-Cortina, nell’ambito del calendario di eventi di Casa Veneto proposto dalla Regione Veneto. L’appuntamento è stato introdotto dagli interventi di Matteo Turetta, Presidente OGD Terme e Colli Euganei e di Laura Favaretti, responsabile Fondazione Turismo Padova, Terme e Colli Euganei: i due interventi hanno proposto una presentazione del territorio che ha fatto emergere le Terme e i Colli Euganei come una destinazione organizzata e integrata, capace di rivolgersi a mercati nazionali e internazionali interessati a sport, termalismo e salute preventiva valorizzando un sistema territoriale che unisce termalismo, outdoor e accoglienza specializzata.
Uno dei pilastri di questa scommessa in parte nuova è rappresentato dai benefici dei fanghi e delle acque del più grande bacino termale europeo, sia per quanto riguarda il recupero post-infortunio – con le comprovate qualità antinfiammatorie della risorsa fangobalneoterapica – sia per quanto riguarda la rigenerazione fisica e mentale. E proprio dalla convinzione di voler pensare il recupero come un elemento centrale della performance sportiva, è nato il progetto di ricerca “Terme e Sport”, sviluppato dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. Lo studio si inserisce in un programma di ospitalità triennale in cui sono coinvolti gli attori del territorio, coordinati da Federalberghi Terme Abano Montegrotto e dal Centro Nazionale Fiamme Oro – Atletica leggera. Le evidenze scientifiche suggeriscono come i trattamenti termali possano attivare risposte fisiologiche e psicologiche finalizzate al recupero e alla gestione dello stress. Ecco che il soggiorno alle Terme si trasforma in un’esperienza complessa, dove stimoli di diversa natura, fisica, ambientale, psicologica, si possono integrare al meglio.
Si è deciso di partire dagli atleti di élite, in particolare dagli atleti delle Fiamme Oro, non perché il binomio terme e sport sia dedicato ai soli “professionisti”, ma perché l’attività di alto livello rappresenta un laboratorio ideale. Gli atleti di vertice hanno carichi di lavoro elevatissimi, calendari serrati, livelli di stress fisico e mentale molto intensi. In questo contesto è possibile osservare in modo più sensibile eventuali cambiamenti e benefici legati ai trattamenti termali. L’iniziativa è stata strutturata come uno studio pilota per osservare in modo sistematico l’impatto di un soggiorno termale su specifici parametri psicologici e fisiologici misurati prima e dopo i trattamenti, oltre a testare protocolli, strumenti e organizzazione in modo controllato, rigoroso, ma sostenibile. Vengono monitorati lo stress percepito, il tono dell’umore, l’ansia e alcuni indicatori psicofisiologici, attraverso questionari validati e prove strumentali anche in risposta a stimoli cognitivi.
I primi test sono stati effettuati lo scorso ottobre in occasione del raduno alle Terme Euganee degli atleti e verranno ripetuti nel corso del 2026. L’obiettivo non è limitarsi allo sport professionistico, ma costruire basi scientifiche solide in modo da estendere i benefici riscontrati agli sportivi amatori e, in prospettiva, a tutta la popolazione adulta. Le ricerca e le sue finalità sono state illustrate da Fabrizio Caldara, direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano, mentre due atlete del Centro Nazionale Fiamme Oro – Atletica Leggera, l’altista trentina Asia Tavernini e la maratoneta vicentina Rebecca Lonedo, hanno raccontano la loro esperienza.
Fra i punti di forza dell’offerta della destinazione, anche la proposta dedicata ai cicloturisti nell’area dei Colli Euganei. Un’occasione per valorizzare in quest’ottica il territorio delle Terme e dei Colli e l’intero territorio padovano è rappresentata dalla fiera del Cicloturismo, in programma dal 27 al 29 marzo in Fiera a Padova, alla sua prima edizione in Veneto. I contenuti di questo importante appuntamento sono stati illustrati dalla direttrice Pinar Pinzuti. Riconosciuta come evento di rilievo internazionale, con la partecipazione di oltre 20 Paesi, la manifestazione rappresenta un’importante vetrina per un settore in forte crescita in Europa e in Italia. Dove, secondo i dati dell’indagine Isnart-Unioncamere, nel 2024 si sono registrate 89 milioni di presenze, per un impatto economico stimato di 9,8 miliardi di euro. Il cicloturismo si conferma infatti una leva strategica per la promozione territoriale, integrando attività fisica, benessere e turismo sostenibile. Saranno presenti alla Fiera del Cicloturismo Padova oltre 50 tour operator internazionali, interessati a conoscere le proposte della Regione per integrarle nei propri pacchetti dedicati al turismo organizzato, rafforzando così la proiezione del Veneto sui mercati esteri. Particolare attenzione sarà dedicata infatti alla rete delle ciclovie venete, valorizzando un’offerta che spazia dal turismo leisure e sportivo fino ai percorsi adventure, in grado di intercettare target diversi e favorire una fruizione attiva e consapevole del territorio, generando un indotto significativo.
Nel corso dell’evento, che si è concluso con un aperitivo con il Serprino Dop offerto dal Consorzio Vol. per la Tutela dei Vini dei Colli Euganei, è stato inoltre presentato in anteprima un video che racconta la destinazione realizzato dal videomaker Michele Ruffa.
Foto di copertina: Dalia Kaddari – Fiamme Oro