Fondi Fse Veneto, buoni risultati: 82% degli stanziamenti già impegnati

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Il 94% delle risorse già stanziate e l’82% già impegnate, 5.015 progetti finanziati, di cui 894 nell’ultimo anno, 44.428 imprese e 186.923 persone coinvolte, di cui 151 mila in percorsi e progetti per il lavoro, la formazione e l’istruzione. Questi i risultati, al 31 dicembre 2019, della programmazione dei fondi Fse Veneto, certificati dal Comitato di sorveglianza, composto da rappresentanti delle diverse direzioni regionali, del governo, delle categorie economiche, degli organismi comunitari, dei sindacati e degli enti locali. La programmazione Fse 2014-2020 ha mobilitato un pacchetto da 764 milioni di euro (50% della Ue, 35 % dello Stato e 15% della Regione) che la Regione sta ultimando di spendere, in partnership con parti sociali, categorie economiche, enti locali ed enti della formazione, su alcune direttrici portanti per lo sviluppo sociale ed economico della società veneta: l’occupazione e l’occupabilità, la formazione e il miglioramento delle competenze, l’inclusione sociale e il contrasto all’emarginazione, il miglioramento dell’efficienza della ‘macchina’ pubblica.

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Fondi Fse Veneto, premiata l’occupabilità

La parte del leone tra i programmi finanziati con  i fondi Fse Veneto la fanno quelli per l’occupabilità (40% delle risorse e oltre 82 mila persone raggiunte) e quelli rivolti alla formazione (33 % delle risorse con interventi rivolti a quasi 60 mila persone). Seguono gli interventi e i progetti di inclusione sociale, che hanno assorbito il 20% delle risorse e hanno raggiunto 34.614 persone.

Facendo leva sul volano del Fondo sociale europeo sono stati finanziati lavori di pubblica utilità, assegni per il lavoro, work experience (tirocini di lavori per disoccupati traguardati all’inserimento in azienda), iniziative territoriali di inserimento lavorativo in impieghi di pubblica utilità (dai servizi giudiziari a quelli comunali), il rafforzamento delle competenze linguistiche di studenti degli ultimi anni di scuola superiore e dei dipendenti della PA, nonchè progetti innovativi rivolti al mondo dell’Università e della ricerca, programmi per il rientro dei cervelli in fuga, progetti di valorizzazione degli archivi e degli atelier industriali volti a rafforzare il brand, la competitività e l’attrattività delle imprese venete, in particolare delle botteghe d’arte e dei marchi storici.

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Covid free come regione, ma molte famiglie soffrono le difficoltà dovute al contagio. Sul fronte sgravi, vi diamo tre buone notizie:

«Il 2019 è stato l’anno migliore di sempre, in termini di occupazione, Pil e tasso di istruzione – dichiara l’assessore al lavoro e alla formazione, Elena Donazzan, commentando i dati sui fondi Fse Veneto –  Dal 2014 il Veneto ha continuato a crescere per numero di occupati, volumi di produzione e fatturati, registrando con il picco più alto del Pil degli ultimi dieci anni proprio nel 2019. Anche l’indice della natalità è stato, se pur debole, in crescita. In crescita anche i dati relativi ai percorsi di istruzione, qualifica e diplomi, in particolare nella formazione tecnica di base, superiore e ad alta qualifica, come ha evidenziato l’organo di valutazione.. Questi dati sono anche frutto delle politiche pubbliche messe in campo dalla Regione, delle politiche sulla conciliazione dei temi di vita e di lavoro dedicati alle donne, dei robusti investimenti nella formazione (quasi un terzo delle risorse dell’intero programma operativo Fse) per l’ottenimento di qualifiche e titoli, degli interventi di sostegno alla competitività delle imprese orientati su innovazione e trasformazione e, non ultime, delle sostanziose politiche di accompagnamento al lavoro per chi lo aveva perso (assegno per il lavoro, Garanzia giovani, tirocini e work experience, lavori di pubblica utilità). Abbiamo dimostrato che fare politiche pubbliche in modo utile all’economia e alla società produce effetti».

«Ora ci troviamo in un momento di grave difficoltà per l‘Italia e per l’Europa –prosegue Donazzan –  ma lo affrontiamo forti di un sistema di relazioni pubblico privato che ha dimostrato la sua capacità di adattamento e la chiarezza negli obiettivi. Ho apprezzato le parole che il responsabile Desk Italia della Commissione Europea Lodovico Conzimu ha indirizzato al Veneto – riferisce l’assessore che ha tutte le deleghe dei fondi Fse – indicandoci come una amministrazione pubblica capace di leggere il proprio territorio nei suoi elementi distintivi, di valorizzare imprenditoria e tradizione, riconoscendo un collegamento chiaro e coerente con il quadro europeo».

Il comitato di sorveglianza ha inoltre espresso apprezzamento per lo sforzo organizzativo in emergenza  Covid delle strutture regionali, tra le prime in Italia ad attivare la formazione a distanza e l’unica a far ripartire la formazione in presenza nelle scuole professionali. «Mi preoccupano i dati diffusi da Bankitalia sull’economia veneta per la loro gravità – conclude Donazzan – anche se purtroppo li avevamo immaginati. La forza e i volumi della nostra economia poggiavano sull’esportazione, ed è evidente che il blocco delle attività economiche e delle relazioni nel mondo intero penalizza più noi di altri. Condivido con le parti sociali l’esigenza di non smettere di formarsi, per poter conservare il valore aggiunto del nostro ‘saper fare’ e per poter ripartire per primi e al meglio».

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