Coronavirus, Confindustria Veneto: «Stop a molte aziende, ora intervenire su settore turistico»

Pubblicato il 25 Febbraio 2020 in Pmi e Imprese, Turismo, Veneto

 

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L’allarme Coronavirus sta provocando la sospensione delle attività di molte aziende in tutto il Veneto, con il settore turistico al primo posto tra quelli più colpiti. E i danni economici sono ancora tutti da calcolare. Lo sottolinea il presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro. «In Veneto alcune aziende per motivi precauzionali (e di mobilità) hanno sospeso per qualche giorno l’attività, favorendo la fruizione delle ferie; moltissime hanno attivato dei protocolli volontari per la prevenzione e la sicurezza, tra cui – laddove possibile – il ricorso allo smart working».

Carraro aggiunge che nella regione «si rilevano situazioni diverse sui territori e per questo, in coordinamento con le Associazioni Territoriali – si stanno attivando tavoli presso le prefetture, per sensibilizzare le istituzioni locali alle diverse problematiche e criticità che vivono le singole imprese». Confindustria Veneto parteciperà questa mattina 25 febbraio al vertice convocato presso la sede della Protezione Civile e poi ad incontro in Regione per affrontare le specificità del settore turistico. Quello del turismo, infatti, è tra i settori più colpiti «e a questo fine Confindustria Veneto, insieme alle altre associazioni di riferimento, – osserva Carraro – vedrà già domani gli assessori regionali Caner e Lanzarin per affrontare le specificità del settore». «In questo momento – conclude – la situazione peggiore la creano il panico e l’allarmismo. È doveroso reagire con responsabilità, in accordo con le Istituzioni, rispetto alle notizie e alle criticità che stanno emergendo».

Aggiornamenti

16.43. Ascom Padova non chiude. «Uffici aperti per sostenere chi continua a fare impresa – recita l’avviso fatto circolare -. In questi giorni difficili di una cosa dovete essere certi: gli uffici dell’Ascom Confcommercio a Padova e in tutta la provincia sono regolarmente aperti negli orari consueti». L’associazione ribadisce di «restare al fianco delle imprese, mantenendo tutti i propri servizi a totale sostegno dei propri associati e clienti che, nonostante tutto, continuano a fare impresa e continuano con il loro lavoro, a infondere un po’ di ottimismo e di forza di reazione in un contesto piuttosto difficile».

14.04 “I primi segnali sono stati registrati nello scorso fine settimana con le disdette di piccole prenotazioni: tra ieri e oggi riscontriamo perdite di oltre mille euro al giorno”.  E’ l’amaro commento di Diego Scaramuzza presidente regionale di Terranostra, l’associazione di Coldiretti che raggruppa il 60% delle aziende agrituristiche in Veneto. Dai Colli Euganei ai Berici, nel veneziano come nel Polesine, ovunque sul territorio il tam-tam delle cancellazioni si fa sentire. “Si annullano i pranzi delle Cresime, delle Comunioni – spiega Scaramuzza – tavolate di amici e persino i pernottamenti. Un disastro per i nostri operatori”. “Dal punto di vista economico, gli effetti del Coronavirus non tardano a manifestarsi – commenta Coldiretti Veneto -. Le perdite non riguardano solo la ristorazione e l’accoglienza, interessano anche le cantine e i produttori vitivinicoli, in particolare quelli dei Colli Euganei dove l’emergenza sanitaria ha blindato un intero Comune che conta circa 600 ettari di vigneti, dai quali si producono pregiati vini Doc e Docg, con l’apporto di una sessantina di imprese vitivinicole. Qui ha sede la Cantina dei Colli Euganei, la principale della zona, insieme al Consorzio di Tutela Vini dei Colli Euganei che realizzano un fatturato di 30 milioni di euro. “La gente chiama da tutta Italia per annullare anche oltre i giorni della quarantena – sottolinea Scaramuzza –  per questo la situazione si fa ancora più preoccupante”.





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