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Venezia, se il turismo si svaluta: in calo il ricavo medio per camera

Pubblicato il 31 agosto 2018 in Turismo, Venezia

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Un piccolo campanello d’allarme per il turismo in Veneto che potrebbe essere un sintomo di un malessere più grande. A Venezia nei primi sette mesi del 2018 si è registrato un calo del 13% del ricavo medio per camera disponibile rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre a Mestre la variazione negativa è stata del 6%. Il dato, che in inglese si traduce nell’acronimo RevPar, indica il ricavo reale che si ha dalle camere d’albergo e si ottiene dividendo il ricavo totale delle camere occupate per il numero delle camere totali. E non è un buon segnale: potrebbe voler dire che il turismo in quell’area si sta svalutando, perché punta sui grandi numeri ma con minore redditività.

Il numero è stato reso noto durante il workshop “Certification in Hotel and Tourism Industry Analytics”, organizzato dal Ciset il 30 agosto a Treviso al termine della «Conferenza delle idee» promossa da Aiest. In tutta Italia, oltre a Venezia e Mestre, solo il Lago di Como mostra un dato negativo. Tutte le altre località turistiche prese in considerazione sono invece in positivo.

A esporre i risultati della ricerca è stato Marco Malacrida di Str Italia, società che si occupa di misurare le performance alberghiere: «Il Veneto è la prima regione turistica in Italia e destinazioni come Treviso rappresentano il futuro del turismo nel nostro Paese, dato che le grandi città d’arte sono sature e hanno bisogno di puntare sulla qualità piuttosto che sui numeri». A differenza di Venezia, città come Milano hanno visto variazioni positive del +7%, e Udine, considerata second destination, del +4%. Bene anche Lecce (+7%), Napoli (+6%), la Sicilia (+6%) e Roma (+4%).

La necessità di trovare nuove strategie per un turismo diverso è condivisa da François Droulers, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Venezia-Rovigo: «In un contesto italiano di forte crescita, la nostra destinazione presenta un dato in sofferenza. Tutti gli attori del mondo del turismo devono riflettere rispetto a una strategia condivisa da mettere in atto per invertire questa tendenza negativa».

«L’utilizzo dei data analytics per il governo dell’industria dell’hospitality è diventato fondamentale – commenta Mara Manente, direttore di Ciset -. In particolare gli strumenti messi a disposizione da STR permettono di confrontare le strutture ricettive locali e nazionali con quelle internazionali, individuando benchmark estremamente importanti per il settore alberghiero».

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