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Centro commerciale Due Carrare, scontro Ascom-Deda immobiliare

Pubblicato il 13 settembre 2017 in Commercio, Padova

Due Carrare  

È scontro sul nuovo centro commerciale progettato a Due Carrare, il più grande della provincia di Padova. Un botta e risposta fra Ascom (contraria) e la società immobiliare promotrice Deda Srl segue a stretto giro la visita del ministro della cultura Dario Franceschini a Padova.

Le polemiche vanno avanti da mesi. Almeno dal giugno 2017 quando la società Deda Srl, proprietaria di un terreno nei pressi del casello autostradale Terme Euganee, ha protocollato in comune un progetto per un centro commerciale, ribattezzato “Life style center”, su una superficie di 32mila metri quadrati e con altezze fino a 12 metri. Il progetto ha provocato le proteste di commercianti e ambientalisti, anche per la vicinanza al Castello del Catajo, una villa storica del ‘500 alle pendici dei colli Euganei, nel comune di Battaglia Terme ma a 500 metri in linea d’aria dal casello. La villa è stata recentemente restaurata e rilanciata come attrazione turistica. Il 25 luglio 700 persone hanno partecipato a una fiaccolata contro il progetto.

Il rendering del centro commerciale

Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom di Padova, ha parlato del progetto Due Carrare al Franceschini l’11 settembre 2017, quando il ministro era in visita alla Cappella degli Scrovegni per l’inaugurazione della nuova illuminazione. «Ho preso visione della vostra corposa documentazione ed il problema è alla mia attenzione», queste le parole con cui Franceschini ha risposto a Bertin.

Che riassume i motivi del No dei negozianti: «A Franceschini ho esposto i termini della vicenda che, per quanto ci riguarda, come abbiamo detto a più riprese, non è solo una questione di economia (centinaia di negozi in un raggio di decine di chilometri costretti a chiudere), ma anche ambientale (cementificazione del territorio) e culturale». Per Bertin «la costruzione di un manufatto di tali proporzioni giusto in faccia al Castello del Catajo è una scelta che non può essere lasciata nella disponibilità dell’amministrazione di Due Carrare, ma che merita il coinvolgimento di qualsiasi altro ente o istituzione che abbia a cuore l’eredità della nostra cultura».

Castello del Catajo

Castello del Catajo

Dura la risposta di Rodolfo Cetera, ad della padovana Deda: «L’improvvisa passione per il castello è quanto meno strumentale, ma Bertin può stare tranquillo. Il nostro progetto è al 100% fuori dal cono di visuale del Catajo, a più di 900 metri dallo stesso e dal Parco Colli, e non offenderà il senso estetico di nessuno, anzi». Per Cetera è sbagliato dire che il manufatto è “in faccia” al Castello del Catajo: «Il nostro Life style center, di cui tanto discute l’Ascom, è in un altro Comune rispetto al Catajo, e l’unico manufatto preesistente che ha nelle vicinanze è il casello autostradale di Terme Euganee, che non ci risulta essere vincolato».

Rispetto al timore sulla chiusura dei negozi che secondo i commercianti il nuovo centro provocherebbe, per Cetera Ascom «agita un fantasma per non prendere atto di quanto è successo a Mestre e Venezia: vada in Comune a Venezia Bertin a chiedere quante sono le nuove aperture dei negozi di vicinato nel comune veneziano. Scoprirà che le nefaste previsioni dei suoi colleghi di categoria all’indomani dall’apertura de la “Nave de vero” sono state smentite dalla realtà: da inizio anno sono infatti ben 338, segno che come sempre avviene nel resto d’Europa, anche in Veneto attrarre persone in zona per motivi di shopping, porta benefici a tutto il tessuto commerciale circostante».

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