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Airbnb, in Veneto 12mila posti. Gli albergatori: «Paghino le tasse»

Pubblicato il 15 maggio 2017 in Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Turismo, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

mappa airbnb veneto  

Albergatori contro Airbnb e “sharing economy”. Alla saga si aggiunge una nuova puntata, con la nuova mappa delle stanze e degli appartamenti in affitto in Veneto sulla più famosa piattaforma di scambio casa. Federalbeghi ha diffuso i dati della rilevazione in occasione della 67esima assemblea nazionale.

Ad aprile 2017, durante la settimana di Pasqua, in regione risultavano disponibili, secondo i dati di Federalberghi, 12.259 alloggi, di cui 8.448 (68,91%) riferiti a interi appartamenti, 8.988 (73,31%) disponibili per più di sei mesi e 7.785 (63,50%) gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio. Numeri questi ultimi tre che, è il senso della rilevazione, indicano non un’attività occasionale ma attività che assomigliano molto ad attività para-alberghiere. Con la differenza che pagano molte meno tasse degli hotel.

«Il web rivela la sua doppia faccia – commenta il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli – Abbatte le barriere comunicative, ma insieme instaura un regime di mercato senza più regole che annienta il principio della concorrenza, a danno dello Stato e dei consumatori prima ancora che delle imprese. Abbiamo contattato tutti i parlamentari veneti affinché durante la discussione della cosiddetta “manovrina” (decreto legge n. 50 del 2017) vengano irrobustite le disposizioni relative al regime fiscale delle locazioni brevi, con l’obiettivo di far pagare le tasse a tutti e di proteggere i consumatori, i lavoratori, la collettività. Confidiamo – prosegue Michielli – che il parlamento per le sue competenze mostri di aver acquisito la stessa sensibilità e comprensione del fenomeno che ormai ha la Regione Veneto. Auspichiamo che anche i sindaci inizino a fare la loro parte».

Airbnb in Veneto, lago di Garda al top

È Verona la provincia con la più ampia densità di offerte su Airbnb: la concentrazione è superiore attorno al lago di Garda, oltre che nel capoluogo scaligero. Seguono Venezia e Padova, per intensità della presenza. Ma tutte le province, comprese Treviso, Belluno a Vicenza e, anche se in misura meno preponderante, Rovigo, vedono una presenza della piattaforma di condivisione della casa.

 

mappa airbnb veneto

Le accuse degli albergatori

Tutti sintomi, secondo Federalberghi, di una «shadow economy» più che di una «sharing economy». Insomma, economia ombra, invece che economia della condivisione. «Non è vero che si condivide l’esperienza con il titolare: la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all’affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno» elenca l’associazione degli esercenti dell’ospitalità.

E ancora: «non è vero che si tratta di attività occasionali: la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all’anno», «non è vero che si tratta di forme integrative del reddito: sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo ad inserzionisti che gestiscono più alloggi».

E infine: «non è vero – dice Federalberghi – che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi presenti su Airbnb sono concentrati soprattutto nelle grandi città e nelle principali località turistiche, dove è maggiore la presenza di esercizi ufficiali».

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