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Porto Marghera, 72 milioni per le marginature

Pubblicato il 2 febbraio 2017 in Economie, Infrastrutture, Venezia

porto marghera marginamenti  

A Porto Marghera arrivano 72 milioni di euro dallo Stato per completare le marginature delle aree inquinate. È il risultato del protocollo d’intesa siglato il 31 gennaio 2017 dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Il protocollo rende operativi i fondi già stanziati dal Cipe il primo dicembre 2016. Nel caso insorgano intoppi al rapido svolgimento dei lavori, il ministero è pronto a nominare un commissario ad hoc.

Soldi che serviranno a completare – parzialmente, visto che di milioni secondo la Regione Veneto ne servirebbero 280 – gli ultimi 3,5 chilometri di marginature. Ovvero le opere di difesa delle sponde dalle acque della laguna per evitare che le sostanze tossiche contenute nel terreno siano versate in mare. Sono già stati completati 40 chilometri, ma le parti mancanti sono le aree più inquinanti e dunque i cantieri sono più costosi.

«Oggi l’ambiente non è più un vincolo, ma una grande opportunità economica – ha affermato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – e completare le bonifiche in quest’area è il più grande volàno economico per far crescere l’economia locale. Le risorse ci sono e abbiamo dato dimostrazione che, lavorando insieme, si possono fare meglio le cose, per cui bisogna spendere questo soldi bene e in fretta”.

Il sindaco di Venezia Brugnaro ha poi sottolineato che «salvaguardare l’ambiente con le bonifiche può essere un atto positivo anche per attrarre investimenti e incentivare l’occupazione. Possiamo dare agli investitori tempi e costi certi».

Critico l’atteggiamento di Italia Nostra Venezia, che sottolinea come le marginature non equivalgano alle bonifiche. I terreni “contenuti” dalle palancole rimangono infatti ricchi di sostanze inquinanti.

«Non si può accettare un atteggiamento di trionfo che coscientemente copre una serie di gravi manchevolezze – sostiene l’associazione –. L’area di Marghera è gravemente inquinata, si sta svuotando e non esiste un piano nazionale per una rivitalizzazione. Non ci sono i quattrini per una seria bonifica e non c’è l’intelligenza politica per pianificare una vera, profonda risurrezione. Allora si celebra il prossimo (ma tutt’altro che certo) completamento di una già insufficiente marginatura».

Che cosa prevede il protocollo su Marghera

Il protocollo siglato da sindaco e ministro, previsto dal “Patto per Venezia”, mira a due obiettivi in particolare. Citiamo dalla nota diffusa dal Ministero dell’Ambiente:

a) definire le modalità di intervento per effettuare il complessivo risanamento ambientale del sito, volto al definitivo superamento delle criticità connesse all’inquinamento delle matrici ambientali che storicamente lo hanno caratterizzato;

b) a promuovere, fermi restando gli obiettivi di messa in sicurezza e bonifica, un progetto integrato di riconversione e sviluppo economico delle aree del Sito che, contemperando l’esigenza di adottare misure volte alla riqualificazione industriale e al mantenimento e potenziamento dei livelli occupazionali, crei le condizioni per la realizzazione di nuovi insediamenti produttivi, il potenziamento degli esistenti e l’incremento del livello occupazionale.

Foto: lavori sul Canal Salso a Porto Marghera, via CCC spa

 

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