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Prosecco patrimonio Unesco? Il ministro Martina firma il dossier di candidatura

Pubblicato il 25 gennaio 2017 in Economie, Treviso

vigneto di Prosecco  

Le colline dove si produce il Prosecco potrebbero diventare uno dei siti patrimonio dell’umanità tutelati dall’Unesco. Il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina ha firmato oggi il dossier di candidatura nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco del sito veneto “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”. Il dossier sarà esaminato domani dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco che dovrà formalmente decidere se inviare a Parigi la candidatura per ottenere l’iscrizione del sito Unesco entro il 2018. L’area candidata corrisponde alla zona Docg di produzione del Prosecco.

La candidatura è accolta con un plauso dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia («Tutto partì nel 2009 su mia iniziativa», ricorda, allora era ministro dell’agricoltura), ma non mancano le critiche del fronte ambientalista che da tempo sostiene che le vigne abbiano reso le colline della Marca una sorta di monocultura, e mettono “nel mirito” l’uso dei pesticidi, tema che anche una recente puntata di Report ha affrontato. Il Wwf Terre del Piave Gruppo Altamarca ha definito “un pasticciaccio” la candidatura.

Di tutt’altro avviso Coldiretti del Veneto, che afferma che nella zona Docg «viene esaltato il lavoro degli agricoltori impegnati ogni giorno in aree acclivi dalle fasi di potatura fino alla vendemmia. Viticoltori eroici che spesso non possono utilizzare meccanizzazione spinta ma ancora metodi tradizionali. Il prestigioso riconoscimento premia soprattutto loro per aver trovato un equilibrio rispettoso della natura disegnando con la loro attivita’ e presidio del territorio, uno dei paesaggi più belli d’Italia».

I lavori per la candidatura sono stati avviati nel 2009 sotto il coordinamento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali‎. Nell’ottobre 2010 l’Unesco decise di inserire il sito di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva nazionale. Dopo un lungo lavoro di analisi e ricerca, nel marzo 2015 il sito è stato iscritto nel Registro nazionale dei paesaggi rurali tradizionali, elemento necessario per la candidatura nella lista dell’Unesco.

«Sosteniamo questa candidatura – afferma Martina – perché esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l’Italia nel mondo. Uno degli elementi di forza del dossier è dato proprio dalla positiva convivenza tra lavoro umano ed ecosistema. Vogliamo evidenziare ancora di più il ruolo centrale dell’agricoltore nella salvaguardia della biodiversità del paesaggio rurale».

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