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Padova, ecco gli Innovation Days. Venerdì dibattito Calenda-Rizzuto

Pubblicato il 29 settembre 2016 in Innovazione, Padova

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Per tre giorni Padova sarà capitale dell’innovazione. Da stasera, giovedì 29 settembre, a sabato 1 ottobre nella città del Santo arrivano gli Open Innovation Days di organizzati da Nòva-Il sole 24 ore e dall’Università di Padova. Tre giorni con un calendario pieno di appuntamenti pubblici.  Un festival diffuso nella città che, partendo proprio dall’Aula Magna dell’Università, va a innervare l’Orto Botanico, Piazza Cavour, Palazzo della Ragione e i punti della tradizionale vita urbana per mostrare come ricerca e innovazione sono una parte vitale e indispensabile della città di Padova e della sua identità. Il 30 infatti la città ospiterà anche la Notte dei Ricercatori.

Keynote e interventi di personaggi che stanno cambiando il nostro mondo si intrecciano con giochi, musica, comizi e discussioni pubbliche in un programma elaborato anche con l’aiuto dell’intelligenza collettiva degli studenti padovani i quali possono proporre i temi da affrontare nei Tavoli della Ragione. Ai numerosi appuntamenti si aggiungerà NòvaDocu, la rassegna del documentario scientifico e per i più giovani un programma dedicato, Open Innovation Kids.

Fra gli appuntamenti in programma anche il dibattito, venerdì alle 10.30 nell’Aula Magna di Palazzo Bo, fra il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il rettore dell’Ateneo patavino Rosario Rizzuto. A moderare il giornalista Luca De Biase. Un dibattito che arriva proprio poco dopo il reinserimento, come competence center unitario, dei 4 atenei veneti nel Piano Italia 4.0. E proprio durante gli Open Innovation Days si firmerà simbolicamente l’accordo fra gli Atenei.

«Essere inseriti fra i competence center è un grande successo di squadra per il Veneto, i suoi Atenei e il tessuto produttivo – commenta Rizzuto -. Sono molto felice che il progetto che vede l’Università di Padova come capofila sia stato accettato. In questo modo viene riconosciuto il valore della ricerca di base, del polo di ingegneria e in generale di tutti gli ambiti del nostro Ateneo. Un risultato che per il Veneto deve servire anche da esempio: correre uniti, parlare con una voce unanime, aiuta ad ottenere i giusti riconoscimenti che la nostra terra merita. Ed è proprio questo che vorrei sottolineare: è una sfida vinta dal territorio. Dal mondo accademico veneto, con i quattro atenei che hanno saputo far valere il proprio peso. Dall’ecosistema industriale, che ha sottolineato e dimostrato con forza il forte legame fra ricerca e produzione. Una contaminazione, quella fra Università e impresa, sulla quale l’Ateneo di Padova punta molto. Il riconoscimento arrivato dal Governo va in questa direzione e ci spinge a continuare sulla strada già intrapresa».

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