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Turisti stranieri in Veneto: nel 2015 hanno speso 5,2 miliardi

Pubblicato il 22 aprile 2016 in Padova, Turismo, Veneto, Venezia, Verona

Turismo Venezia  

Un piatto di pasta, il biglietto di un museo, uno spritz per concludere la visita in centro città. Alla fine della giornata, tra un conto e l’altro, i turisti stranieri in Veneto hanno speso nel 2015 (in media) 100 euro giornalieri. E la disponibilità a spendere dei turisti cresce nelle città d’arte. A Venezia, Verona e Padova questa cifra infatti aumenta più del 30% arrivando fino a 131 euro al giorno. A presentare questi dati è stata la Banca d’Italia durante la conferenza, realizzata in collaborazione con il Ciset, su “L’Italia e il turismo internazionale“, che si è svolta all’aula magna Ca’ Dolfin di Venezia il 22 aprile 2016.

Si spende di più nelle destinazioni culturali

Dai turisti stranieri in Veneto nell’ultimo anno sono arrivati 5,2 miliardi di euro, con una crescita dell’ 8% rispetto al 2014: un aumento prevedibile visto l’anno record di presenze turistiche che ha caratterizzato la regione nel corso del 2015. Di questa cifra quasi la metà (2,3 miliardi) riguarda le destinazioni culturali del Veneto, comprensorio che negli ultimi anni non ha registrato cali nonostante gli anni di crisi. L’aumento è stato pressoché interamente determinato dalla spesa dei vacanzieri, mentre stagnanti sono gli introiti da viaggi di lavoro. «Al contrario che nel 2014 – spiega Emanuele Breda della Banca d’Italia – la crescita degli introiti in regione è stata trainata soprattutto dai pernottanti nelle strutture alberghiere; anche la spesa dei viaggiatori che hanno alloggiato in strutture extralberghiere è aumentata, ma in misura decisamente più contenuta».

I tedeschi hanno portato più di 1 miliardo

Non era difficile immaginarlo: i turisti più affezionati rimangono i tedeschi che nel corso del 2015 hanno superato i 14,5 milioni di presenze, soggiorni che hanno fruttato agli operatori turistici veneti 1,1 miliardi di euro, ossia un quinto di tutta la spesa tedesca in Italia. Incrementi forti anche per Usa e Giappone, i cui turisti hanno speso il 20% in più rispetto l’anno precedente e che – stando alle previsioni del Ciset – sono indicati come il mercato più in espansione in vista del 2016.

Più presenza, meno spesa: il paradosso della Cina

Il deprezzamento del rublo e la crisi economica interna sarebbero la causa dell’anno particolarmente negativo registrato dal mercato turistico russo in Veneto, sceso del 30% tanto per presenze quanto per spese complessive. In controtendenza invece la situazione del turismo cinese: sono sempre di più ma spendono meno. Stando ai dati Istat le presenze registrate nel 2015 hanno chiuso in positivo rispetto il 2014 di 200mila presenze, ma a questo aumento non ha fatto seguito un corrispondente aumento di spesa, diminuita – stando a quanto riporta la Banca d’Italia – del 20%.

Samuele Marchi

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