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Popolare di Vicenza, sindacati: “Noi decimati”

Pubblicato il 30 settembre 2015 in Veneto, Vicenza

Banca Popolare di Vicenza  

«Decimati!» Così la reazione a caldo dei sindacati del coordinamento Gruppo BpVi (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil e Unisin) al piano industriale 2015-2020 della Banca Popolare di Vicenza presentato oggi dal direttore generale eFrancesco Iorio. «Ci è stata confermata la chiusura di 150 sportelli già prevista nel precedente piano industriale, mentre il numero degli esuberi si attesterebbe a quota 575 (300 entro il 2016 più 275 entro il 2020) con ricorso al fondo esuberi di settore. Su nostra precisa richiesta il Consigliere Delegato ha confermato che l’accesso al fondo esuberi sarà su “base assolutamente volontaria» scrivono i sindacati all’uscita dall’incontro con il direttore generale e consigliere delegato della banca Francesco Iorio.

«Un taglio del 10% della forza lavoro»

«Si tratterebbe del 10% della forza lavoro! – prosegue la nota dei sindacati – Al momento è prematura ogni valutazione in quanto le ricadute dovranno essere discusse nell’ambito di un’apposita procedura nella quale queste organizzazioni sindacali negozieranno numeri, condizioni e tutele. Ci è stata inoltre delineata la possibilità di cessioni e/o riorganizzazioni delle società controllate (esclusa Banca Nuova) nel rispetto di tutte le garanzie contrattualmente previste. Su nostra richiesta, il Consigliere Delegato ha risposto che, in prospettiva, il progetto è quello di giungere ad un unico consorzio tra Servizi Bancari e Sec».

Continua il comunicato: «Una cosa è chiara: non lasceremo indietro nessun collega a prescindere per quale società del gruppo lavori. Prima di qualsiasi intervento sul personale vanno eliminati gli imbarazzanti Consigli di Amministrazione in essere sulle aziende del gruppo, certamente più costosi dei lavoratori stessi. Il rilancio di questo gruppo non può partire dal sacrificio esclusivo dei dipendenti: deve essere completata – e la richiesta giunge a gran voce dai colleghi – la necessaria opera di pulizia del vertice aziendale. Tale opera deve includere quelle figure apicali che hanno fatto scelte irresponsabili, scelto di non vigilare, umiliato il personale e, ancora oggi, cercano di rovesciare sui colleghi colpe che vanno cercate altrove. Ribadiamo la richiesta di idonee azioni di responsabilità nei confronti dei cattivi amministratori».

«Tutelare bancari che hanno eseguito ordini superiori»

«A tal proposito raccogliamo l’invito del Consigliere Delegato a rivolgersi alla Procura della Repubblica per segnalare qualsiasi violazione di legge – affermano ancora i sindacati – Abbiamo chiesto al Consigliere Delegato di tutelare i colleghi che hanno operato eseguendo gli ordini dei superiori. Fabi, First, Fisac, Unisin chiedono che i sacrifici partano dall’alto (taglio dei numeri dei componenti del Cda, eliminazione dei premi a figure apicali, benefit, riduzione degli stipendi del top management, diminuzione dei Manager alcuni dei quali hanno contribuito ai negativi risultati e/o non hanno denunciato quanto dovevano)».

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