Piano Casa, le critiche di Confartigianato Veneto: «Penalizza le imprese artigiane»
Mentre il Piano Casa si avvia verso l’approvazione definitiva in Senato, Confartigianato Imprese Veneto chiede che il provvedimento venga rafforzato con una misura capace di renderlo non solo uno strumento di risposta all’emergenza abitativa, ma anche un’opportunità concreta per il sistema delle piccole imprese dell’edilizia oggi alle battute finali del Pnrr. L’organizzazione guarda con favore allo stanziamento di nuove risorse destinate all’edilizia residenziale pubblica, ma evidenzia come l’attuale impostazione rischi di limitare fortemente la partecipazione delle imprese artigiane.
«Il Piano Casa rappresenta un investimento importante e auspichiamo che venga approvato rapidamente – dichiara Thomas Fantin, Presidente Federazione Edilizia Confartigianato imprese Veneto (nella foto) – chiediamo però che le risorse siano realmente accessibili anche alle piccole imprese. Oggi il provvedimento privilegia gli interventi realizzati dagli enti pubblici, come le Ater, dove le imprese che non possiedono la qualificazione SOA (nell’artigianato ne sono in possesso solo il 4% delle imprese) possono partecipare direttamente soltanto per lavori fino a 150 mila euro o, in alternativa, come subappaltatrici. È una condizione che rischia di lasciare fuori gran parte del tessuto artigiano».
Per Confartigianato la soluzione è destinare una parte delle risorse anche agli interventi realizzati da privati convenzionati. «Prevedere una quota dedicata ai privati convenzionati consentirebbe alle imprese artigiane di operare attraverso rapporti diretti con i committenti, senza l’obbligo di partecipare a gare pubbliche. Sarebbe una scelta capace di ampliare la platea delle imprese coinvolte, accelerare l’esecuzione degli interventi e distribuire i benefici economici sul territorio» prosegue Fantin.
La richiesta nasce dalla consapevolezza che il comparto dell’edilizia veneta è costituito in larga parte da micro e piccole imprese specializzate nella riqualificazione, manutenzione e recupero del patrimonio edilizio, competenze indispensabili anche per gli obiettivi del Piano Casa.
«Ogni investimento pubblico dovrebbe generare valore non solo per chi riceve l’intervento, ma anche per l’economia dei territori – afferma Roberto Boschetto, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto – per questo chiediamo che il Parlamento introduca un correttivo che permetta alle migliaia di imprese artigiane dell’edilizia di partecipare pienamente a questa stagione di investimenti. Rendere accessibili le risorse anche ai privati convenzionati significa sostenere l’occupazione, valorizzare le competenze locali e garantire una maggiore capillarità degli interventi. È una proposta che non cambia la finalità del Piano Casa, ma ne aumenta l’efficacia economica e sociale».
Confartigianato Imprese Veneto auspica quindi che, nel passaggio conclusivo, il Piano Casa possa essere integrato con strumenti che favoriscano una partecipazione più ampia del sistema produttivo, affinché gli investimenti pubblici producano benefici diffusi sia sul fronte dell’abitare sia su quello dello sviluppo delle economie locali.