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L’impresa Padova schiera i suoi gioielli per Expo

Pubblicato il 26 marzo 2015 in Padova, Pmi e Imprese, Veneto

Expo Milano 2015  

La cultura alimentare e l’unicità del gusto italiano interpretata da gioielli come le farine Agugiaro & Figna, i distillati Bonollo e Luxardo, i granulati Bovis, la pasticceria Gastone Lago-Elledi, i sottaceti e sottoli Valbona; la capacità tecnologica di imprese leader nelle nicchie globali dell’agroindustria come Maschio Gaspardo, Officine Facco, Plastotecnica, Berto’s, Tecnoeka, Unox, Chimab, e la vitalità della filiera “green”.

È la forza dell’industria che Confindustria Padova schiera in vista di Expo, per trasformare l’evento in una calamita. Una leva di marketing internazionale del “bello e ben fatto” made in Padova, per consolidare le posizioni raggiunte nei mercati esteri, spingere sugli emergenti e raddoppiare nel 2016 l’export alimentare dagli attuali 375 milioni di euro (4,5% del totale), puntando su Stati Uniti, Cina, Arabia Saudita. Sono gli obiettivi che Confindustria Padova si pone nei prossimi mesi, utilizzando Expo per attrarre buyers e operatori professionali dai mercati più promettenti e rivelare un territorio che sa produrre “cose che piacciono al mondo”.

La sfida, nell’ambito del progetto “Come to Padova and discover Expo 2015” di Camera di Commercio e Padova Promex, si tradurrà tra maggio e ottobre in un piano mirato di tour in azienda, eventi nel territorio e meeting istituzionali. E culminerà, dal 28 giugno al 5 luglio, nell’ospitalità di buyers stranieri e nella full immersion esperienziale nei territori di produzione e nei campioni dell’agroindustria, con un focus sull’eccellenza alimentare.

Delle quarantacinque aziende attualmente testimonial di “Come to Padova”, venticinque sono realtà dell’intera filiera agroalimentare associate a Confindustria Padova. Da chi opera nell’industria alimentare, a chi rende disponibili le tecnologie sotto forma di macchine, impianti e prodotti per la produzione, conservazione, trasformazione, packaging, all’ambiente: Agugiaro & Figna Molini, Area Impianti, Arneg, Asiago Food, Barduca Francesco, Berto’s, Bonollo, Bovis, Chimab, Coldline, Formeco, Gastone Lago-Elledi, Icam, Interbrau, Interporto, Luxardo, Maschio Gaspardo, Mulmix, Officine Facco & C., Plastic Nord, Plastotecnica, Sirman, Tecnoeka, Unox, Valbona.

Obiettivo: raddoppiare l’export alimentare

L’obiettivo dichiarato è raddoppiare la quota di export alimentare nel 2016, cavalcando il traino degli Stati Uniti e dei nuovi mercati. Nel 2014, mentre il dato complessivo arretra (-1,6%), appesantito dall’embargo russo, l’export alimentare verso gli Usa ha superato gli 11 milioni con un aumento dell’11,4%. Tra i nuovi mercati, spiccano Cina, dove le esportazioni alimentari sono passate da 3,9 a 6,7 milioni (+68,2%, +24,2% il Veneto), Arabia Saudita (+53,7%), Australia (+92,1%), mentre frenano le rotte tradizionali (Germania -19,1%, Paesi Bassi -14) e crolla la Russia (-54%). Dati che confermano la competitività dei prodotti alimentari che coniugano qualità e sicurezza, cultura e innovazione, artigianalità industriale, creatività.

Massimo Finco

Massimo Finco

«Il mondo ha fame di made in Italy che riveli unicità e gusto – spiega il presidente di Confindustria Padova, Massimo Finco -. Le praterie per il nostro “bello e ben fatto” sono sterminate, soprattutto nei mercati strategici come Usa, Cina e negli emergenti. Un potenziale enorme che però non riusciamo a intercettare pienamente. Expo rappresenta un’occasione unica per invertire la rotta, uno shock positivo per l’economia dei territori. Porteremo investitori e buyers a casa nostra, cibo e agroindustria saranno i primi ambasciatori dell’identità produttiva fatta di intuizioni e di ricerca. E, attraverso le eccellenze, di un territorio dove il saper fare, la sostenibilità e la sicurezza dei prodotti, la qualità e il gusto hanno radici profonde e guardano al futuro».

Giovanni Taliana

Giovanni Taliana

«La straordinaria cultura alimentare delle nostre aziende è testimonial di qualità nel mondo – aggiunge Giovanni Taliana, presidente sezione alimentari Confindustria Padova -. Crediamo in Expo come detonatore della ripresa, anche della domanda interna, e trampolino per puntare al raddoppio dell’export alimentare entro il 2016, intercettando la domanda sempre crescente da Stati Uniti, Cina, Arabia ma anche Brasile, Australia, Turchia. La collaborazione con le altre categorie conferma l’impegno a operare in una logica di sistema, con strategie e azioni condivise, per rafforzare le reti lunghe, promuovere all’estero i prodotti della filiera agroalimentare, stimolare processi di aggregazione».

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