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Avvocati, allarme precariato: «Specializzarsi per competere»

Pubblicato il 19 settembre 2013 in Padova, Veneto

Giustizia  

Redditi in picchiata e rischio precariato per i giovani avvocati: un’emergenza alla quale occorre far fronte subito ripensando al modello professionale e puntando su una sempre maggiore specializzazione e sul fare rete. È con questo “manifesto” che Nicoletta Giorgi, giovane professionista padovana, è arrivata al testa a testa finale verso la presidenza nazionale di Aiga, l’associazione che riunisce i giovani avvocati italiani. Il 27 ottobre, nel corso del Congresso nazionale di Palermo, si deciderà chi tra l’avvocato Giorgi e la collega cosentina Claudia Pizzurro otterrà l’incarico di presidente.

Una “campagna elettorale” nel segno del cambiamento

«L’economista John Maynard Keynes ha colto con chiarezza una verità che spesso dirige le scelte di ognuno quando ha rilevato che “la difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie”. È il cambiamento la strada che dobbiamo scegliere: questo vale per tutti, ma in particolare per i più giovani, che per natura dovrebbero essere i più inclini alla sperimentazione e alla ricerca di soluzioni nuove». Nicoletta Giorgi spiega con queste parole il senso di quel “cambiamento” tratto distintivo di una campagna elettorale che l’ha portata in tre mesi a incontrare i giovani avvocati di tutta Italia.

Redditi in picchiata: gli under 35 guadagnano il 75% in meno degli over 55

Da Venezia a Messina, da Napoli a Torino, da Bari a Padova i problemi e le criticità che interessano i giovani professionisti si susseguono e – il più delle volte – si ripetono. Quello più sentito, il più pesante, ha un nome noto: precariato. Anche per gli avvocati, come per altre figure professionali, il reddito è andato via via diminuendo, mentre a crescere sono state le incertezze.
«I dati parlano chiaro – spiega l’avvocato Giorgi – e mostrano che gli avvocati under 30 guadagnano mediamente il 75% in meno dei loro colleghi over 55». Una differenza di reddito così grande (1 a 4) non può essere motivata soltanto dall’avanzamento di carriera. «Ad essere cambiato – continua Giorgi – è il contesto sociale, economico e professionale: il numero degli avvocati è costantemente cresciuto, mentre non ci sono state sostanziali modifiche nel modello secondo il quale la professione viene esercitata». Nella tabella di seguito, elaborata dal Centro studi Aiga Padova su dati Cassa Forense, il dettaglio dei redditi per classi d’età relativo alle dichiarazioni 2011.

Reddito medio avvocati

Nella tabella elaborata dal Centro Studi Aiga Padova su dati Cassa Forense, i redditi medi degli avvocati italiani per classe di età

Avvocati per il cambiamento: dal precariato all’imprenditorialità

Una delle azioni “per il cambiamento” promosse dalla candidata presidente Aiga è proprio la definizione di un nuovo modello professionale per gli avvocati. «Non possiamo immaginare di continuare ad esercitare come i nostri colleghi più grandi – rimarca Nicoletta Giorgi – e per questo dobbiamo puntare su una nuova figura di avvocato, che non abbia paura di gestire il proprio studio come un imprenditore, individuando ambiti di lavoro sempre più specifici e aprendosi sempre di più alla collaborazione con altri colleghi, ma anche con professionisti di altri settori».
Una “ricetta” sulla quale la giovane avvocata padovana non ha dubbi: «La possibilità di una sempre maggiore specializzazione, unita a un’offerta di ventagli ampi di ambiti di intervento, ci permetterà di diventare veri e propri partner dei nostri clienti, capaci di assisterli con competenza». Un avvocato “in rete”, capace di costruire un network fra colleghi con diverse specializzazioni e con altri professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro, ma anche professionisti del ramo scientifico e tecnologico) per mettere a disposizione del cliente un servizio completo, per offrire risposte senza costringerlo a far riferimento a decine di interlocutori diversi.

Agli aspiranti avvocati: specializzatevi e imparate la rete

Ed è l’ingresso in questa “logica della rete” il primo consiglio che Nicoletta Giorgi offre ai colleghi più giovani e agli aspiranti avvocati: «Chi sta studiando Giurisprudenza, i neolaureati, i giovani colleghi sono probabilmente più naturalmente predisposti a lavorare in una logica di networking. È proprio lungo questa strada che devono muoversi».
Rete e specializzazione sono – secondo l’avvocato Giorgi – le chiavi per un futuro di successo: «I profondi cambiamenti del contesto economico e sociale hanno introdotto importanti novità anche nel nostro mondo: nuovi campi del diritto (come quello della rete, della privacy, o il “nuovo” diritto commerciale internazionale) restano ancora in buona parte scoperti. È dunque importante individuare fin da subito, fin dai banchi dell’università se possibile, il proprio ambito di specializzazione, per offrire un servizio altamente qualificato e costruirsi un profilo specifico: il vecchio “avvocato generalista” non può più funzionare».
Ancora, va coltivata la dimensione internazionale: «L’esperienza all’estero – continua Giorgi – può rappresentare un tassello importante per un avvocato in formazione: non soltanto per il valore aggiunto della conoscenza di una o più lingue straniere, ma per il carico di esperienza rappresentato dall’aver fatto pratica in un contesto internazionale».

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