AI e didattica universitaria, a Padova un convegno con Eric Mazur, pioniere della flipped classroom

Fra gli speaker, alcuni dei più grandi esperti a livello internazionale sulle ricadute dell’AI sull’educazione, a partire da Eric Mazur, il docente di fisica di Harvard tra i pionieri della flipped classroom, metodo che ribalta il modello tradizionale di insegnamento mettendo al centro della lezione gli studenti e le loro domande.  Mercoledì 22 aprile dalle ore 9 – e giovedì 23 aprile – l’Aula Magna del Bo ospita il convegno internazionale Rethinking the University in the Age of Artificial Intelligenceappuntamento che metterà al centro le trasformazioni sulla didattica universitaria impresse dall’AI generativa, una rivoluzione che impone una riflessione sui principi cardine dell’apprendimento.

L’appuntamento è promosso da Università di Padova e ALMA, rete di 14 atenei italiani che lavorano sinergicamente all’interno dell’omonimo hub dedicato alla promozione della didattica innovativa digitale, e si inserisce nell’ambito del Progetto PNRR Avanced Learning Multimedia Alliance for inclusive academic innovation.

Nella giornata di mercoledì 22 e nella mattinata di giovedì 23 il convegno sarà aperto a tutti, mentre nel pomeriggio di giovedì sono in programma seminari tematici ristretti riservati a docenti e personale tecnico degli atenei della rete ALMA. L’evento rappresenterà quindi anche un’occasione per mettere a fuoco e connettere le buone pratiche attivate dalle diverse università e le ricerche raccolte attraverso la call for paper dedicata.

Corsi online accessibili a tutti e un master di secondo livello

«All’interno della rete ALMA – spiega Marina De Rossi, delegata alla didattica innovativa e responsabile scientifico del Progetto DEH Alma per l’ateneo patavino – come Università di Padova, assieme all’Università di Firenze, abbiamo focalizzato il nostro impegno sul tema della formazione, leva irrinunciabile per consentire i processi di innovazione. Accanto ai webinar e ai seminari dedicati a docenti e personale tecnico, per apprendere nuove metodologie e strumenti da trasferire nella didattica, abbiamo progettato un master di secondo livello dedicato alla formazione di figure di educational technologist, che integrano competenze in ambito educativo con competenze tecnologiche».

«Il progetto mette inoltre a disposizione i Mooc – Massive Open Online Courses, proposte di alta qualità dedicate all’applicazione dell’AI alla didattica, che accompagnano il corso Techniques and Methods in Psychological Science, ma che sono al tempo stesso accessibili gratuitamente a chiunque nel mondo, anche a chi non è iscritto all’università», aggiunge Carlo Mariconda, responsabile scientifico dei convegni DEH ALMA per l’Università di Padova.

Lo stesso Mariconda, titolare dell’insegnamento di Analisi Matematica, è fra i docenti che impiegano l’AI nell’insegnamento per favorire il coinvolgimento degli studenti; esempi di applicazioni si trovano in tutti i dipartimenti dell’Università di Padova, dalle simulazioni dei prezzi, introdotte come esercitazioni ad Economia, alle proposte di intervento educativo generate dall’AI con cui gli studenti si confrontano – anche con un approccio critico – in un corso di Pedagogia, solo per fare alcuni esempi.

«La sfida che abbiamo intrapreso come università – osserva Dario Da Re, responsabile scientifico del progetto DEH ALMA – è quella di integrare il più possibile l’AI nella didattica, che sia online, ibrida o in presenza. Cambiano gli strumenti, ma cambia anche la modalità di apprendimento e insegnamento: oggi la sfida per il docente, prima ancora di offrire risposte, è quella di allenare gli studenti a porre le giuste domande».

Tra le applicazioni più innovative dell’AI figura anche, nell’ambito dei corsi di medicina l’allenamento alla diagnosi con l’utilizzo in alcuni corsi dell’intelligenza artificiale per simulare la storia clinica dei pazienti e permettere agli studenti di esercitarsi nella diagnosi in un ambiente sicuro, con simulazioni scalabili e situazioni che si avvicinano di più a fatti concreti, invece che limitarsi allo studio teorico. Le sperimentazioni più avanzate vedono inoltre l’introduzione in alcuni corsi di un tutor AI che offre risposte alle domande degli studenti utilizzando i dati relativi alla didattica del docente. La diffusione dell’AI generativa impatta anche sulla fase di elaborazione delle tesi: un tema non esente da nodi critici, cui ha cercato di dare risposta il documento, pubblicato nel settembre dello scorso anno, “Indicazioni per l’impiego degli strumenti di IA generativa nella didattica e nella redazione delle tesi di laurea e di dottorato” cui si affianca un documento dedicato specificamente all’AI generativa nell’attività di ricerca. Il principio fondamentale che sottende le linee guida è uno: docenti e studenti rimangono pienamente responsabili dell’utilizzo degli output generati dagli strumenti di AI. Questo obbliga chiunque la usi a verificarne l’attendibilità, l’assenza di bias e il rispetto delle norme di citazione.

Il programma degli interventi

L’appuntamento si aprirà con i saluti della Magnifica Rettrice Daniela Mapelli, seguita dalla Delegata alla Didattica innovativa Marina De Rossi e da Fortunato Musella, Direttore di Federica Web Learning Università degli Studi di Napoli Federico II e Coordinatore del DEH ALMA.

Se l’intervento di Eric Mazur – in collegamento da remoto – si concentrerà sui rischi dell’AI per i processi di apprendimento, la riflessione di Payal Arora, docente della Utrecht University e fondatrice di Inclusive AI Lab, altro nome di spicco fra i keynote speaker del convegno sarà centrata sulla necessità di pensare l’AI attraverso il co-apprendimento, la progettazione guidata dalle comunità e l’apprendimento informale, per costruire sistemi di conoscenza inclusivi e radicati validi a livello globale. L’intervento di Luca Longo, docente allo University College di Cork, metterà invece al centro la creazione di ambienti di apprendimento in cui l’AI potenzi il pensiero invece di sostituirlo. Successivamente, Wayne Holmes, professore ordinario di Critical Studies of AI and Education presso lo University College London, esplorerà il rapporto tra intelligenza artificiale ed educazione da una prospettiva di critical studies, analizzandone le implicazioni etiche, legate ai diritti umani e alla giustizia sociale. Infine, il contributo del founder di Perusall, Nolan Quella, sarà incentrato sulla creazione e valutazione di compiti tramite l’intelligenza artificiale con strumenti che rendono possibili annotazioni collaborative, peer review, analytics.

Ti potrebbe interessare