Dai data center in orbita alla crittografia quantistica, le sfide di Fabbricare Spazio a Space Meeting Veneto

Data center in orbita nello spazio, una rete interbancaria protetta da crittografia quantistica, serbatoi a idrogeno più sicuri, una rete di fibra ottica satellitare, un modello per la segmentazione geografica di Padova sulla base di dati satellitari, un “gioco di ruolo” per trasformare dati complessi in decisioni condivise: sono le sei sfide al centro di “Fabbricare Spazio”, la due giorni di Corporate Entrepreneurship in programma a Venezia dall’11 al 13 maggio nell’ambito di Space Meetings Veneto. Sono cento gli studenti e le studentesse dell’Università di Padova iscritti a questo hackathon pensato per rafforzare la filiera spaziale “Made in Veneto”, promossa da DIVE – Driving Innovation in Veneto’s Economy, in collaborazione con Camera di Commercio di Padova e Club DII, il progetto del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova e di Fondazione UniSMART per favorire l’incontro tra studenti e aziende.

DIVE, il progetto promosso dalla Camera di Commercio di Padova con il supporto operativo di SMACT Competence Center per trasformare il modello produttivo del Nordest stimolando la collaborazione tra imprese e ricerca, sceglie il settore aerospaziale per il suo primo evento tematico: sei gruppi di lavoro misti, formati da studenti, dottorandi e professionisti, si cimenteranno nel corso di due giornate intensive nel risolvere alcune sfide tecnologiche promosse da imprese del territorio. Le soluzioni, ideate e tradotte in concept d’impresa strutturati lunedì 11 maggio, verranno presentate il 12 maggio nello spazio Casa Veneto nel corso di pitch di fronte a una giuria composta da docenti universitari, esponenti della Camera di Commercio di Padova, delle aziende e di enti dell’ecosistema veneto. I due gruppi di lavoro le cui idee progettuali saranno ritenute più innovative avranno la possibilità di partecipare a un percorso di accelerazione di quattro mezze giornate presso Smact Competence Center, che li aiuterà a portare l’idea ad uno stato di Proof of Concept – un prototipo per dimostrare la fattibilità concreta del progetto.

“La proposta di Fabbricare Spazio, che si inserisce nel percorso del progetto DIVE, nasce con l’obiettivo di favorire connessioni efficaci tra imprese e mondo della ricerca in un comparto come l’aerospace che consideriamo strategico perché composto da aziende ad altissimo contenuto tecnologico, capaci di generare occupazione qualificata e con un potenziale di crescita ancora molto forte”, spiega Antonio Santocono, Presidente della Camera di Commercio di Padova.

“L’aerospace è una delle tre filiere strategiche, insieme a medtech e agrifood, in cui abbiamo scelto di investire in modo prioritario” commenta Fabrizio Dughiero, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, componente del comitato scientifico di DIVE insieme a Giulio Buciuni, Docente di Business Innovation presso Trinity Business School di Trinity College Dublin, e Paolo Gubitta, Professore di Organizzazione aziendale all’Università di Padova. “Nel settore spaziale, il Veneto può contare su una filiera di imprese in crescita, organizzate in una Rete Innovativa Regionale, su un corso di laurea in Ingegneria aerospaziale che attrae all’Università di Padova studenti e studentesse da tutta Italia e dall’estero, e su un evento di rilievo come Space Meetings Veneto. DIVE con questo primo appuntamento, Fabbricare Spazio, si inserisce come elemento di accelerazione per far maturare questo promettente ecosistema”.

Le sfide

La prima sfida, proposta dall’impresa Carel di Brugine (PD), consiste nel progettare il business model, la fattibilità tecnica e la strategia operativa di una startup che realizzi il primo data center orbitale commerciale europeo, sostenibile e accessibile. Il problema di partenza è il consumo dei data center terrestri che rappresenta oggi circa il 2% dell’energia mondiale: la nuova frontiera è portare l’infrastruttura digitale nello spazio, possibilità che aziende come Microsoft, Google e startup emergenti stanno già esplorando.

La seconda sfida, Rete sicura su tecnologia quantistica, promossa da ThinkQuantum di Sarcedo (VI), riguarda la progettazione di una rete interbancaria europea protetta da crittografia quantistica, sicura, scalabile e sostenibile. Al centro c’è un nuovo modello per garantire la sicurezza delle transazioni del sistema bancario, adatto alla diffusione dei computer quantistici che renderanno obsoleto il modello di crittografia attualmente adottato.

PressureGuard è l’oggetto della terza sfida, promossa dall’azienda T4I di Monselice (PD), che riguarda l’innovazione nella propulsione spaziale. Il perossido di idrogeno ad alta concentrazione (HTP — High Test Peroxide) è un propellente con molti vantaggi – sostenibilità ambientale, possibilità di essere stoccato e versatilità – ma con un’insidia critica: la decomposizione spontanea genera ossigeno gassoso che autopressurizza il serbatoio, anche a riposo. Il team è chiamato a progettare un sistema integrato di gestione dell’autopressurizzazione per serbatoi HTP in configurazione positive-expulsion, garantendo sicurezza, affidabilità e compatibilità con ambienti spaziali.

OpticalMesh: rete laser ibrida terra-spazio è l’oggetto della quarta sfida, promossa dalla società padovana Stellar Project, con l’obiettivo di progettare la topologia ottimale di una rete laser ibrida terra-spazio, massimizzando copertura e resilienza e minimizzando costi e consumi energetici. Una risposta alla progressiva saturazione delle reti in fibra ottica e alla vulnerabilità dei cavi sottomarini, per costruire un’infrastruttura di comunicazione resiliente, veloce e sicura, grazie a una rete ottica ibrida che unisce stazioni di terra e nodi satellitari in orbita.

La quinta sfida è proposta dalla società Wego srl di Vicenza, proprietaria dell’app della mobilità condivisa Volvero. La sfida consiste nello sviluppare un modello data-driven per la segmentazione geografica della città di Padova, integrando dati territoriali, infrastrutturali e demografici. Gli studenti dovranno raccogliere e analizzare informazioni su densità abitativa, mobilità, punti di interesse e flussi urbani per suddividere la città in cluster omogenei anche utilizzando dati satellitari come immagini e mappe di densità. L’obiettivo è progettare un sistema in grado di identificare aree ad alta e bassa domanda di mobilità, supportando l’ottimizzazione dell’allocazione e della disponibilità dei veicoli condivisi.

Infine ESA BIC Padua, parte della rete degli incubatori di impresa dell’Agenzia Spaziale Europea, gestito da Officina Stellare, propone infine una Game Based challenge “Decision-Oriented V&V for Optical payload systems”. Il progetto punta a trasformare dati tecnici complessi in decisioni consapevoli, mantenendo il legame centrale con i bisogni reali degli stakeholder.

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