Padova accelera sul distretto dell'innovazione: digital tech, biomedicale e agrifood settori strategici

Padova compie un ulteriore e significativo passo verso la costruzione di un distretto dell’innovazione capace di competere a livello europeo. Nei giorni scorsi l’advisor strategico PlusValue ha infatti concluso l’attività di analisi commissionata dalla Camera di Commercio di Padova con l’obiettivo di delineare il percorso da intraprendere.

I numeri emersi dallo studio, condiviso nei giorni scorsi con i principali attori coinvolti nel percorso, fotografano un ecosistema già solido: nel territorio provinciale operano 186 startup innovative e nel biennio 2024-2025 sono stati attratti oltre 88 milioni di fondi europei attraverso bandi Ue e regionali per la ricerca e l’innovazione nelle imprese, come si evince dati relativi al monitoraggio della Strategia di specializzazione intelligente della Regione Veneto. È inoltre significativa la presenza di aziende specializzate in ambito IT e di data center per una potenza complessiva di 6 MW nel 2025, destinata a crescere fino a 8 MW entro il 2027. A questi dati si affiancano la qualità del sistema universitario e della ricerca e la presenza di circa 75 mila studenti, di cui 6.500 internazionali.

Secondo l’analisi di PlusValue, Padova dispone di tutti gli asset necessari per affermarsi come nodo strategico delle reti europee e globali dell’innovazione. Lo sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Antonio Santocono, che evidenzia però anche il principale limite attuale: «Per raggiungere questo obiettivo – come emerge dall’analisi – è necessario superare la frammentazione degli asset attraverso la costruzione di un ecosistema coordinato, capace di valorizzare il potenziale del territorio e attrarre investimenti strutturati».

Da qui la necessità di dar vita a un vero e proprio distretto dell’innovazione: un’area territoriale riconoscibile in cui ricerca, industria, settore pubblico e terzo settore convergono per mettere a sistema talenti, ricerca e sviluppo, capitali, partnership e infrastrutture fisiche e digitali. Questi distretti rappresentano oggi uno strumento chiave di competitività territoriale, perché generano impatti economici, sociali e innovativi superiori alla somma delle singole iniziative.

«Grazie al lavoro di squadra, che già aveva portato la città a qualificarsi finalista nel 2023 del premio Capitale Europea dell’Innovazione promosso dall’Unione Europea, oggi la città può contare su un consolidato ecosistema dell’innovazione, composto da stakeholder pubblici e privati, coordinato dal Comune e animato dall’Università – sottolinea l’assessora all’innovazione e transizione digitale Margherita Cera – siamo una città capace di fare rete e di essere una piattaforma propositiva. Padova è laboratorio di sperimentazione promuove il dibattito su tecnologia e innovazione, fornisce al territorio strumenti che attivano processi rigenerativi virtuosi, è catalizzatore per lo sviluppo di tecnologie come i gemelli digitali, sistemi decisionali data-driven e soluzioni di trasporto intelligenti. L’innovazione – conclude l’assessora – è fondamentale per avere una città sempre più intelligente, più attrattiva e capace di competere a livello europeo».

«L’Università di Padova è da sempre uno dei motori dell’ecosistema dell’innovazione del territorio – dice Monica Fedeli, prorettrice alla Terza missione dell’Università di Padova – La prospettiva di un distretto dell’innovazione rappresenta un’opportunità importante per rafforzare ulteriormente il dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni, valorizzando il trasferimento tecnologico e la capacità di generare impatto economico e sociale. La sfida è quella di mettere a sistema competenze scientifiche, talenti e infrastrutture».

PlusValue ha portato in dote un’esperienza consolidata a livello internazionale: la società ha curato la rigenerazione dell’area dell’Expo di Milano con il progetto MIND – Milano Innovation District e, dal 2023, è impegnata nella creazione di un distretto dell’innovazione nell’area di Euston Station a Londra. Un know-how prezioso anche per lo studio del “caso Padova”, coordinato da Filippo Addarii, co-founder di PlusValue e docente di Finance and Ethics allo University College of London. Al progetto hanno collaborato anche Alberto Savoldelli, già docente al Politecnico di Milano ed esperto di valutazione d’impatto e modelli di governance per l’innovazione territoriale, ed Evgenii Mateichik, specialista in pianificazione strategica di ecosistemi dell’innovazione. Il team di PlusValue è stato supportato da un team interno della Camera di Commercio appositamente costituito.

L’analisi si è basata su un ampio percorso di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder: 12 interviste in profondità e due focus group tematici con associazioni di categoria, università, istituzioni, incubatori, imprese, acceleratori e competence center; due survey che hanno coinvolto complessivamente 1.400 imprese; 13 interviste con esperti internazionali per confrontarsi con esperienze innovative da Cambridge a Londra, fino a Toronto e Barcellona.

Da questo lavoro è emerso come modello più adatto alla realtà padovana quello ibrido policentrico. Il distretto avrà il suo cuore pulsante nell’area del cosiddetto “chilometro blu”, lungo l’asse che collega la stazione ferroviaria a Padova Est, ma sarà articolato in più nodi urbani specializzati, fortemente interconnessi e integrati nel tessuto storico e produttivo della città. Una scelta ritenuta più coerente rispetto ad altri modelli basati su campus scientifici isolati, su un unico soggetto guida o sulla riqualificazione di un’area degradata.

L’analisi individua inoltre tre verticali strategici su cui concentrare gli interventi del futuro distretto. Il digital tech, la meccatronica e l’ingegneria aerospaziale, che con un valore aggiunto di 2,4 miliardi di euro rendono Padova un nodo chiave della catena del valore veneta a forte specializzazione manifatturiera; il biomedicale, che genera circa 400 milioni di valore aggiunto e presenta eccellenze uniche, ancora da consolidare, ma molto promettenti nel medio-lungo periodo e un settore emergente come l’agrifood, in crescita ma segnato da una forte frammentazione e da un gap di digitalizzazione. Particolare attenzione sarà dedicata alla logistica, oggetto di importantissimi investimenti da parte di grandi player del settore.

Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con la definizione dell’action plan del distretto, la messa a punto di un modello di governance misto pubblico-privato, l’attivazione di un portafoglio di servizi per l’innovazione rivolto a imprese, ricerca e talenti, e l’avvio di progettualità anche in ambito europeo.

Ti potrebbe interessare