Dal turismo all'Irpef: RimbalzaItalia, le proposte di Venezia per la ripartenza

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Sostegno al settore turistico, misure per la liquidità delle imprese, sospensione delle scadenze fiscali. Da Venezia parte un messaggio al governo: servono subito misure concrete per la ripartenza dell’economia. «Il governo ci deve ascoltare, perché questo è un popolo che vuole lavorare» dice il sindaco Luigi Brugnaro. «Siamo persone che hanno grande fiducia, ma anche grande tenacia. Non possiamo permetterci di fermare ulteriormente una delle locomotive industriali principali del Paese».

Da questa esigenza nasce un documento dal nome #RimbalzaItalia, firmato da 65 associazioni del territorio metropolitano veneziano, che sarà recapitato al Governo e in particolare al ministro dell’economia Roberto Gualtieri. Un dossier che contiene “misure per contrastare l’emergenza e ripartire con un nuovo slancio” che hanno trovato il consenso di un lungo elenco di realtà economiche e sociali del territorio lagunare. «Abbiamo chiamato questo documento #RimbalzaItalia perché al suo interno sono state inserite misure per rilanciare l’economia ed il lavoro – ha dichiarato il sindaco presentando il dossier alla stampa – vogliamo essere ottimisti e propositivi e crediamo di essere in grado di lanciare proposte e idee. Chiediamo che il governo si concentri sulla filiera turistica, ma questo dossier ha ottenuto l’appoggio anche di tutte le categorie del commercio, industriali, artigianali, dei trasporti e dei servizi. Crediamo che ogni territorio debba essere riconosciuto responsabile della propria ripartenza, i veneziani non chiedono di vivere di assistenzialismo, ma del proprio lavoro. Alla comunità internazionale – ha aggiunto – dico che Venezia ce la farà di sicuro e invito a visitarla non appena sarà possibile».

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Il documento #RimbalzaItalia si compone di 29 punti principali tra proposte di incentivi, sgravi, idee e scelte strategiche: ecco alcune delle proposte principali.

Settore turistico – Per il settore, compresi ristoranti, alberghi e musei, si chiede una durata della cassa integrazione di 52 settimane (al posto delle 9 previste “a livello generale”). Inoltre, per i lavoratori parasubordinati, autonomi o stagionali, si chiede di poter contare, fino a marzo 2021, su un’indennità mensile di almeno 600 euro se non superiore.

Liquidità delle imprese – Si propone di allungare i tempi per la restituzione dei finanziamenti portandoli ad almeno 20 anni. Ma anche prestiti bancari garantiti dallo Stato non solo fino al 25% del fatturato dello scorso anno, ma fino al 50%, specie per le Pmi.

Edilizia – «Consentire di cedere a titolo gratuito alle banche per 10 anni le quote di detrazione per lavori in ambito familiare, come il recupero del patrimonio edilizio o i lavori di efficientamento energetico, consentirebbe un’immediata iniezione di liquidità a un costo minimo per lo Stato», si dichiara.

Scadenze fiscali – Si propone di rinviare i versamenti dei saldi Irpef, Ires, Irap, e le relative imposte sostitutive in scadenza al 30 giugno 2020, al 2021 e 2022, cancellando per quest’anno anche i minimi contributivi. Dimezzare la ritenuta d’acconto Irpef sui compensi dei liberi professionisti dal 20% al 10%.

Continuità aziendale – Si individuano misure di sostegno per le locazioni, sia commerciali che abitative: estendere ad aprile il credito di imposta del 60% del canone di locazione. Credito di imposta del 60% anche a favore del locatore.

Altre misure di sostegno – Tra le altre proposte la sospensione per tutto il 2020 del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali; un taglio generalizzato delle aliquote Iva; sgravi fiscali per almeno un triennio per l’acquisto di pacchetti turistici in Italia; la sospensione dei canoni demaniali relativi ai porti turistici, agli approdi turistici e ai punti d’ormeggio.

A questo link è possibile scaricare il documento integrale: RimbalzaItalia

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