I rider di Just Eat in sciopero a Padova: è la prima volta in Veneto

Pubblicato il 8 Febbraio 2019 in Lavoro, Padova

 

Primo sciopero dei rider in Veneto: i “fattorini del cibo” che incrociano le braccia a Padova sono quelli della catena Just Eat delivery. Una protesta iniziata la sera di giovedì 7 febbraio 2019 e che si protrae per tre giorni, fino a lunedì 11 febbraio. Si tratta di ragazzi poco più che ventenni che, sostenuti dalla Filt Cgil, prendono parte alla manifestazione dei sindacati di sabato 9 febbraio contro le politiche economiche del governo, a Roma.

Nella città di Padova opera, attraverso l’applicazione Just Eat, la società Clarus snc, che subappalta alla cooperativa M&G Service le attività di consegna a domicilio. A seguito delle disposizioni di legge e del contratto nazionale di lavoro, afferma la Cgil, la società M&G dovrebbe applicare il dispositivo contrattuale. Cosa che, dice il sindacato, non avviene.

«Pagati 6 euro l’ora e niente servizi igienici»

«Veniamo pagati 6 euro l’ora e lavoriamo, mediamente, per 80-100 ore al mese – hanno detto i giovani rider in una conferenza stampa alla camera del lavoro Cgil di Padova -. Non ci viene pagata una parte della tredicesima, la quattordicesima, il lavoro festivo. Non ci viene riconosciuto il trattamento di fine rapporto. Se avvertiamo dopo una certa ora di non essere in grado di lavorare per malattia, dobbiamo pagare una penale. Riceviamo gli ordini sul nostro cellulare personale, attraverso un’app che non possiamo disinstallare neanche fuori dall’orario di lavoro, quindi potenzialmente possono controllarci tutto il giorno. Aspettiamo le chiamate all’aperto, in qualunque condizione climatica. Non abbiamo neanche dei servizi igienici da utilizzare».

La denuncia prosegue: «Il collega che ci coordina raccoglie da noi i soldi per strada senza poterci neanche dare una ricevuta e senza ricevere nessuna indennità di cassa – spiegano i fattorini -. A un altro collega è stato rubato il portafoglio e ha dovuto restituire alla società i soldi delle consegne fatte fino a quel momento».

A un’email in cui annunciavano che avrebbero scioperato, l’ufficio legale dell’azienda ha risposto con una mail di diffida, alludendo a possibili azioni legali nei loro confronti. I giovani temono che la loro protesta porti al mancato rinnovo del contratto (rinnovato ogni tre mesi) alla prossima scadenza di marzo 2019.

La cooperativa M&G e la trattativa incagliata

Nel dicembre 2018 i lavoratori, appoggiati dal sindacato, hanno annunciato una protesta e la M&G ha dato mandato a un legale di rappresentarla anche per definire con il sindacato un accordo collettivo. Le parti sono sono incontrate due volte nelle ultime settimane, ma senza grandi risultati.

«È stato richiesto al sindacato – dichiara Romeo Barutta, segretario della Filt Cgil provinciale di Padova – di formulare le richieste per la regolarizzazione delle violazioni. In queste ore, dopo averle elaborate e sollecitato una risposta, prendiamo atto del fatto che la società M&G ha conferito mandato al proprio ufficio legale di incontrare il sindacato verso metà marzo 2019, ovvero dopo che tutti i lavoratori oggi impiegati vedranno scaduto il loro contratto a termine e saranno ovviamente rimpiazzati da altri lavoratori, magari ancor più in difficoltà, facilmente ricattabili, che probabilmente non saranno nelle condizioni di pretendere il rispetto dei propri diritti, come già sta avvenendo in questi giorni in moltissimi casi, attraverso l’uso dei contratti di collaborazione».

Barutta sollecita l’intervento degli «organismi preposti, a partire dall’Ispettorato territoriale del lavoro, ma molti temi, come gli ambienti di lavoro, la salute e la sicurezza dei lavoratori, devono a nostro avviso – spiega il sindacalista – vedere coinvolte anche le altre istituzioni locali e nazionali. La questione dei rider è anche all’attenzione del ministero dello Sviluppo economico e del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, presso i quali vi sono stati diversi momenti di confronto tra le varie associazioni datoriali e i sindacati, senza però addivenire ad un accordo complessivo».

«La Provincia apra un tavolo»

Il pressing della Filt Cgil si rivolge verso gli enti locali: «Avendo i lavoratori dichiarato lo stato di agitazione – conclude Barutta – chiediamo alla Provincia di Padova la convocazione di un tavolo di confronto allargato al comune di Padova, all’Ispettorato territoriale del lavoro e alle società coinvolte. Per le ragioni suesposte, riteniamo quella dei rider padovani una vertenza di carattere collettivo, dal cui esito dipende la possibilità di normalizzare queste nuove attività anche in ambiti esterni alla nostra città».



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