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Competence center, Nordest unito: firmano i 9 atenei triveneti

Pubblicato il 30 Settembre 2016 in Cultura, Padova, Pmi e Imprese, Veneto, Venezia, Verona

Università  

Un accordo a nove stelle. Tanti quanti gli Atenei che hanno firmato oggi, nell’Aula Magna dell’Università di Padova, l’accordo per la partecipazione al competence center che il Veneto, e ora il Nordest, ha conquistato. Perché proprio come auspicato da Roberto Zuccato, presidente degli industriali veneti e da Rosario Rizzuto, rettore dell’ateneo patavino, capofila indiscusso del progetto, nel Piano Italia 4.0 ci sarà un centro di competenza allargato a tutti gli atenei del Triveneto. Ed ecco quindi la firma, al termine di un momento altamente simbolico: il dibattito degli Innovation Days organizzati da Nòva de Il Sole 24 ore fra Rizzuto e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Non solo quindi Padova, l’Università capofila, Venezia Ca’Foscari, Verona e Iuav, ma anche le Università di Trento e di Bolzano, quelle di Udine, Trieste e la Sissa, la scuola internazionale di studi superiori del capoluogo giuliano.

«Non siamo più la terra dei campanili»

La firma allargata è una precisa volontà dei due registi dell’operazione, Zuccato e Rizzuto. L’assist era arrivato, poco prima dell’incontro con Matteo Renzi di martedì scorso, dal presidente dei confindustriali. «Proprio con l’obiettivo di mantenere e rafforzare la sinergia con cui abbiamo conseguito questo risultato – ha detto Zuccato – rivolgiamo un invito all’Ateneo padovano e alle altre università venete affinché costituiscano una rete di competenze anche con le università di Trento e Bolzano Udine e Trieste, che peraltro hanno dipartimenti di ingegneria molto qualificati. È un auspicio e una richiesta che muove dai Presidenti delle Confindustrie del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia e soprattutto dalle industrie di quei territori e che andrebbe a ridare vigore in ottica di Industria 4.0 all’identità della macro-area del Nord Est. Infatti, nel contesto di un’economia globale, i territori non possono più ragionare in termini localistici, ma devono assumere una prospettiva d’integrazione, attraverso lo sviluppo di vaste e moderne aree metropolitane per aumentare le qualità e l’efficienza dei servizi».

E subito si è messa in moto la macchina organizzativa: i rettori delle quattro Università venete erano fermamente convinti dell’allargamento. Che oggi, con la firma nell’Aula Magna del Bo, è stato messo nero su bianco. «Non siamo più la terra dei (tanti) campanili – ha ricordato prima della firma Rizzuto – Noi ci presentiamo come capofila delle Università. La competenza va cercata dove c’è. Questo spirito di collaborazione e competizione fra i centri di competenze è elemento fondamentale. Abbiamo ritenuto di avere una proposta coesa, che certamente esponga la nostra Università che ha dimensionamento maggiore. Ma il nostro territorio è molto vicino al Friuli Venezia Giulia, al Trentino Alto-Adige: è in questa logica che abbiamo voluto allargare il discorso».

Zuccato: «Ha vinto il lavoro di squadra»

«Sono molto felice che le 9 università del Nord Est abbiano firmato l’intesa per la creazione di un Competence Center. Questo risultato è frutto di uno straordinario lavoro di squadra, come forse mai prima d’ora si era verificato nel nostro territorio, e dà un segnale importante crediamo anche a livello nazionale». È il commento a caldo del presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato. «L’esito di oggi assume ancor più rilevanza perché il dialogo è stato condotto su più livelli: tra gli atenei, tra le confindustrie delle tre regioni, tra università e sistema delle imprese. Una collaborazione innescata dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda con l’ideazione del Piano Italia 4.0, al quale va riconosciuto il merito di aver proposto con visione e pragmatismo una politica industriale e un piano d’investimenti per la ricerca del tutto innovativi, assenti da diversi anni nel nostro Paese».

«A questa proposta – afferma l’esponente confindustriale – il Nord Est ha risposto dando prova di saper fare massa critica e di proporsi interlocutore imprescindibile per il rilancio dell’industria italiana, grazie alla sua profonda tradizione manifatturiera, al vasto potenziale nel campo del digital manufacturing e all’eccellenza delle sue università». Per Zuccato «il Competence Center potrà essere l’embrione della scuola politecnica del Nord Est, la cui realizzazione le industrie del territorio hanno sempre auspicato».



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