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Dal Veneto a Washington: tre ricercatori in finale al premio Issnaf

Pubblicato il 18 ottobre 2018 in Padova, Treviso

 

Tre veneti, o meglio due ragazze di Padova e Treviso e un marchigiano di Fermo. Tutti accomunati da tre circostanze. Sono giovani scienziati che lavorano negli Usa, sono in finale al premio ISSNAF (l’associazione che riunisce oltre 4mila ricercatori italiani in Nord America) e hanno studiato tutti e tre all’Università di Padova. In attesa di capire se riusciranno a vincere o meno uno dei premi – sono cinque le categorie – ecco le loro storie e le loro ricerche.

Sara Buson, 38 anni, nata a Pernumia (Padova) e laureata in astrofisica all’Università di Padova dove ha poi conseguito il dottorato di ricerca e proseguito la carriera con un post-doc, ha una post-doc fellowship alla NASA. È parte dell’’equipe che ha portato a una sensazionale scoperta scientifica rivelata lo scorso luglio dalla National Science Foundation (NSF), che ha individuato per la prima volta una sorgente di neutrini cosmici ad alta energia, particelle che viaggiano nello spazio ed accompagnano i raggi cosmici. L’’astrofisica Sara Buson, dell’’equipe del Fermi Large Area Telescope (LAT) della NASA, è stata una protagonista della scoperta, avvenuta il 22 settembre 2017 quando, a poche ore di distanza, prima l’’osservatorio IceCube ha rilevato un neutrino, e poi il telescopio Fermi-LAT ha visto un fascio di raggi gamma che colpivano la Terra, emessi da una sorgente nella stessa regione di cielo del neutrino.

Manuela Girotto, 35 anni di Treviso e laureata in ingegneria ambientale all’Università di Padova, è research scientist per la NASA, dove si occupa di «hydrologic data assimilation». Studia le acque della Terra attraverso i dati e le immagini raccolti dai satelliti per prevedere e studiare i fenomeni meteo. In particolare analizza le cosiddette «groundwater», le acque sotterranee indispensabili per l’’irrigazione dei campi, il rifornimento delle reti idriche cittadine o i processi industriali. «Uno dei miei ultimi studi – spiega – riguarda l’’India. Grazie all’’utilizzo dei satelliti è possibile stabilire dove sono collocate le falde acquifere e in che misura e perché si esauriscono al di sotto della superficie terrestre».

Paolo Cifani, nato a Fermo nel 1981 e laureato in biotecnologie industriali all’Università di Padova, lavora nel laboratorio del Memorial Sloan-Kettering di New York, il più antico ospedale oncologico e uno dei migliori al mondo. Nato nel 1981 a Fermo, nelle Marche, ha conseguito la laurea all’’Università di Padova. Tra la laurea e gli Stati Uniti, una parentesi in un’’azienda farmaceutica di Abano Terme (Padova) e un dottorato alla Lund University in Svezia dove ha imparato la tecnica spettrometria di massa applicata alle proteine. Metodo che Cifani ha sviluppato come strumento di ricerca testandolo anche per l’’analisi di campioni clinici in ospedale. Analizzando le proteine che hanno un ruolo importante nel controllare la crescita delle cellule tumorali, si possono sviluppare terapie più efficaci basate su farmaci in grado di “spegnerne” l’’attività.

ISSNAF, che festeggia i suoi primi 10 anni, è la fondazione che riunisce oltre 4.000 uomini e donne di scienza italiani che lavorano e studiano fra Stati Uniti e Canada. Creata per iniziativa di 36 noti scienziati ed accademici, tra cui 4 Premi Nobel, è un’organizzazione non profit, la cui missione è quella di promuovere la cooperazione in ambito scientifico, accademico e tecnologico tra ricercatori e studiosi italiani che operano in Nord America ed il mondo della ricerca in Italia. È il maggiore rappresentante della diaspora intellettuale italiana in Nord America e un ponte che collega le due rive dell’Atlantico, per consentire la condivisione e la diffusione di un inestimabile patrimonio conoscitivo.

ISSNAF, che festeggia i suoi primi 10 anni, è la fondazione che riunisce oltre 4.000 uomini e donne di scienza italiani che lavorano e studiano fra Stati Uniti e Canada. Creata per iniziativa di 36 noti scienziati ed accademici, tra cui 4 Premi Nobel, è un’’organizzazione non profit, la cui missione è quella di promuovere la cooperazione in ambito scientifico, accademico e tecnologico tra ricercatori e studiosi italiani che operano in Nord America ed il mondo della ricerca in Italia. È il maggiore rappresentante della diaspora intellettuale italiana in Nord America e un ponte che collega le due rive dell’’Atlantico, per consentire la condivisione e la diffusione di un inestimabile patrimonio conoscitivo.

«I primi dieci anni sono un traguardo importante per una realtà in continua crescita come la nostra – dichiara il presidente della fondazione ISSNAF Vito M. Campese –. Il nostro sguardo è rivolto sempre al futuro: il tema della Silver economy e di una vita che si fa sempre più lunga, ci propone sfide inedite perché i problemi che ci consegna sono proprio il frutto del miglioramento delle nostre vite prodotto dall’innovazione sanitaria, scientifica e tecnologica. Tramutare queste difficoltà in opportunità è la sfida stimolante di cui discuteremo con esponenti dell’impresa e del mondo scientifico».

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