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Reati informatici, Belluno prima in Veneto. Meno frodi a Treviso

Pubblicato il 24 agosto 2017 in Economie

reati informatici  

Il Veneto con una denuncia all’autorità giudiziaria ogni 442 abitanti è tra le regioni italiane con minore densità di crimini informatici con Treviso(1/558 abitanti) che è tra le più virtuose del Paese e Belluno (1/310) che è, invece, al 17esimo posto fra le province italiane con maggiore ricorrenza di questi reati. E’ quanto emerge da un’analisi di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che con “Difesa Web” assiste in giudizio i cittadini vittime di frodi informatiche e fornisce strumenti di monitoraggio per prevenire furti d’identità e altre truffe online.

«La nostra ricerca – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – evidenzia un fenomeno preoccupante. Nel periodo che abbiamo analizzato le denunce delle forze di polizia all’autorità giudiziaria per reati informatici sono cresciute in Italia di oltre il 51%, con un’incidenza di un reato ogni 393 abitanti. I danni economici per chi subisce questo tipo di reato possono essere rilevanti e a volte difendersi in giudizio può essere complicato e richiedere tempi lunghi. Abbiamo creato “Difesa Web”, in risposta alle due principali esigenze espresse dal mercato: da un lato l’aspetto di prevenzione e monitoraggio dei propri dati, dall’altro il supporto legale necessario in caso di furto d’identità».

In Veneto, il fenomeno, oltre che a Belluno, è abbastanza diffuso anche nelle province di Padova (1 denuncia ogni 411 abitanti – 2° posto in Veneto) e Verona (1/413 3° posto a livello regionale). Secondo quanto rilevato da DAS, la densità dei reati informatici si riduce progressivamente nelle province di Rovigo (1/433 abitanti), Venezia (1/448 abitanti) e Vicenza (1/467).

Tra il 2010 e il 2015 le denunce per reati informatici sono quasi triplicate a Belluno (+186%) e raddoppiate in provincia di Vicenza (+101%). Rilevante l’incremento di questi crimini anche a Treviso (+75%) e Rovigo (+74%). A Verona (+68%) e Padova (+65%) l’aumento è in linea con la media regionale (+69%). Solo in provincia di Venezia questa tipologia di crimini è cresciuta meno che altrove nella regione ma anche rispetto al resto d’Italia: + 31%. A livello nazionale, dopo la Liguria (1/246), le regioni con la più alta densità di crimini informatici sono Molise (1 denuncia ogni 290 abitanti) e Valle d’Aosta (1/294). DAS segnala un’elevata densità di questi crimini anche in Campania, dove nel 2015 si è registrata una denuncia ogni 328 residenti, Piemonte (1/343) e Friuli Venezia Giulia (1/349). Puglia (una denuncia all’autorità giudiziaria ogni 503 abitanti), Sicilia (1/496) e Basilicata (1/483) sono invece le regioni con la più bassa frequenza di reati informatici.

DAS ha rilevato che tra il 2010 e il 2015 il numero assoluto di reati informatici è cresciuto in modo rilevante in tutte le regioni, soprattutto in Friuli Venezia Giulia (+134%) e Umbria (+102%) Le regioni dove le denunce per reati informatici sono cresciute meno sono Campania (+17%), Valle d’Aosta (+19%) e Puglia (+34%).

 

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