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Bassano, a rischio l’indirizzo falegnami dell’IIS Scotton. Ma il lavoro c’è

Pubblicato il 7 giugno 2017 in Cultura, Lavoro, Pmi e Imprese, Vicenza

falegname  

L’unica scuola per futuri artigiani del Veneto rischia di non partire il prossimo anno scolastico per mancanza di iscrizioni. È l’IIS Scotton di Bassano del Grappa, il cui indirizzo “Arredo e fornitura d’interni” rischia di non partire con la classe prima per l’anno scolastico 2017/2018. E il paradosso è che il 78% degli ex alunni dell’istituto dello Scotton trova un posto di lavoro coerente con l’istruzione ricevuta, secondo un’indagine promossa dalla stessa scuola su un gruppo di 93 ragazzi diplomatisi nell’anno scolastico 2015-2016. Un dato che è stato diffuso pochi mesi fa, il 3 aprile 2017, quando l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan vi ha inaugurato un nuovo laboratorio informatico.

È partita la mobilitazione per salvare l’indirizzo. A far circolare la preoccupazione sono stati per primi gli insegnanti dell’indirizzo, il cui appello è stato ripreso da Confartigianato e Confindustria Vicenza, secondo cui «trattandosi dell’unico indirizzo di studi del settore in una terra di riconosciuta vocazione sulle lavorazioni del legno, l’allarme lanciato dalla scuola ha delle fondamenta solide e ragionevoli».

Le due associazioni di categoria hanno scritto una lettera a Daniela Beltrame, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, e per conoscenza a Giorgio Corà, dirigente dell’Ufficio VIII Ambito Territoriale di Vicenza, a Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, e a Oscar Mazzocchin, assessore alle Giovani Generazioni del Comune di Bassano.

In Veneto 110 assunzioni all’anno nel settore legno

Nella lettera si ricorda che le aziende del settore Legno e Mobili in provincia di Vicenza sono 1.460, di cui 1.024 artigiane. «Nel 2016 – proseguono Confartigianato e Confindustria Vicenza – in Italia sono state previste 890 assunzioni di diplomati a indirizzo Legno e Arredamento, di cui 110 nelle imprese in Veneto (circa il 12,4%). Rispetto agli altri diplomi, tali imprese hanno maggiore difficoltà a trovare queste figure professionali». Per questo la previsione delle associazioni di categoria è che «un’eventuale soppressione dell’indirizzo Legno penalizzerà pesantemente il comparto, sottraendo al territorio una specificità professionale di lunga tradizione».

«Non si può rimanere indifferenti di fronte a una situazione del genere – commenta Paola Zanotto, presidente dalla Categoria Arredo di Confartigianato Vicenza –: da un lato si andrebbe a sottrarre ai ragazzi l’opportunità futura di trovare un lavoro gratificante anche dal punto di vista personale, dall’altro le imprese rischiano di dover cercare altrove figure professionali sempre più richieste in un settore dove il ‘su misura’ e la personalizzazione sono la cifra distintiva che permette loro di rispondere alla concorrenza delle grandi catene che propongono prodotti standard».

Secondo Massimo Stella, presidente della Sezione Legno e Arredo di Confindustria Vicenza, «la competitività di un territorio dipende dalla sua capacità di possedere competenze specifiche che lo differenzi dai competitor. Il mancato avvio del corso di studi significherebbe una gravissima perdita per il Bassanese e per le industrie del settore perché intaccherebbe quello che è uno dei nostri principali asset: ovvero la manualità tipica del Made in Italy. Se Vicenza macina record in termini di esportazioni, è perché all’estero apprezzano questa nostra inimitabile capacità e tradizione».

Industriali e Artigiani si appellano perciò all’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto sollecitando «una riflessione sulla possibilità di mantenere le classi terze abbinate, in modo da consentire la sopravvivenza del diploma di indirizzo e la relativa continuità professionale nel Bassanese».

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