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Treviso, rinasce l’ex Pagnossin: patto Zanardo-Iuav per la riqualificazione

Pubblicato il 9 maggio 2017 in Innovazione, Pmi e Imprese, Treviso

Open Dream ex Pagnossin Treviso  

Open Dream: avrà questo nome rivolto al futuro e al sogno il polo della creatività e del tempo libero che sorgerà nell’area ex Pagnossin di Treviso. Un sito dismesso dal 2008, 100mila metri quadri di archeologia industriale dove, grazie all’accordo siglato fra gruppo Zanardo e università Iuav di Venezia, sorgerà una cittadella dedicata al cibo, all’arte e al design. Qui, in via Noalese 94 tra Treviso e Quinto di Treviso, dal 1915 si sono prodotti laterizi e ceramiche. Oggi una superficie 42mila metri quadri è coperta da edifici storici.

L’area è stata acquistata nel 2015 dalla holding dell’imprenditore veneto della logistica Damaso Zanardo. Doveva diventare un polo della logistica. Ma i piani sono cambiati, anche in considerazione della bellezza del luogo, con ampi capannoni dall’architettura suggestiva, e della posizione strategica, a un chilometro dall’aeroporto Canova di Treviso e a mezz’ora di auto da Venezia.

Oggi 9 maggio 2017 è stato fatto il primo passo per un progetto di riqualificazione di un’area di archeologia industriale che ha, tra le altre, la peculiarità di essere realizzato grazie ad una partnership pubblico – privato con l’ambizione di creare benessere e sviluppo per il territorio. Zanardo ha coinvolto lo Iuav come coordinatore del progetto: si è messo al lavoro un team composto da architetti, designer, curatori d’arte, pianificatori, selezionati dall’università di architettura veneziana e affiancati dai professionisti incaricati da Zanardo.

Il progetto, congiuntamente all’accordo tra la Zanardo e l’Università IUAV di Venezia, è stato presentato in una conferenza stampa e con una visita ai luoghi dell’Open Dream a cui hanno partecipato tra gli altri il sindaco di Treviso Giovanni Manildo, il presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Mario Pozza, il presidente di Unindustria Treviso Maria Cristina Piovesana, il rettore dell’Università Iuav di Venezia Alberto Ferlenga e l’imprenditore Damaso Zanardo.

«Rigenerazione urbana per i 5 sensi»

«Si tratta di un vero e proprio progetto di rigenerazione urbana al quale i giovani ricercatori Iuav, lavorando a stretto contatto con Zanardo, stanno dando sostanza progettuale – ha dichiarato il rettore dell’Università Iuav di Venezia Alberto Ferlenga –. L’idea è dar vita ad un area che risponda alle primarie esigenze della persona: ravvivando i 5 sensi. L’ambizione è di creare una cittadella nella quale si incontrino food&beverage, ricettività ed eventi con arte e design, dando grande attenzione alle produzioni locali a partire dalla bioagricoltura».

Damaso Zanardo

Damaso Zanardo

Damaso Zanardo ha sottolineato che «Open Dream ha l’ambizione di far diventare questo straordinario patrimonio come l’ex Pagnossin, grazie anche al suo forte legame con il territorio, un luogo catalizzatore di imprese, università, centri di ricerche e di cultura. Un luogo facilmente raggiungibile perché fortemente connesso a livello internazionale grazie alla vicinanza all’aeroporto e che ha un connotato green dato dal collegamento con la ciclabile Treviso Ostiglia».

«Ringrazio davvero Damaso Zanardo per la lungimiranza con la quale sta gestendo il futuro di quest’area di rilevanza enorme per la storia industriale del nostro territorio – ha dichiarato il sindaco di Treviso Giovanni Manildo –. Un luogo che per anni ha esportato il nome di Treviso nel mondo. Oggi l’ex Pagnossin rappresenta ancora uno snodo fondamentale e sicuramente importante alle porte della città. Ritengo poi ottima la progettazione in sinergia con l’Università: è grazie al sapere, allo studio approfondito dei luoghi e dei contesti in cui si trovano che è possibile gestire al meglio anche le ricadute e i cambiamenti che le novità portano con loro».

«Una bella azione di marketing territoriale da parte di Zanardo – dichiara il presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Mario Pozza – a cui va riconosciuto il merito d’aver saputo realizzare e concretizzare l’idea ispiratrice che porta valore aggiunto al contesto socio- economico del territorio. Questo recupero è un esempio di come un territorio possa ridisegnare i propri profili e creare nuovi motivi di attrazione».

«Ci complimentiamo con il gruppo Zanardo – ha ribadito il presidente di Unindustria Treviso Maria Cristina Piovesana – per questa importante iniziativa che, insieme allo Iuav, individua nuove idee e progetti per quest’area industriale alle porte di Treviso che è stata a lungo abbandonata. È un investimento di pensiero lungimirante, che unisce la responsabilità sociale per lo sviluppo del territorio alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali. Questo progetto rappresenta un passaggio importante anche per l’iniziativa di Unindustria Treviso volta a portare, nelle imprese come nelle amministrazioni comunali, una nuova cultura di utilizzo del territorio e per il recupero delle aree e molte strutture, capannoni e altro, che per effetto della crisi ma anche nuove esigenze produttive risultato dismesse. Prenderà l’avvio un progetto associativo pluriennale, con il coinvolgimento dei maggiori stakeholder locali, per capire le trasformazioni e analizzare le nuove domande di spazi produttivi per ridurre il consumo di suolo, recuperare importanti asset reali e promuovere l’insediamento di nuove attività».

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