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Welfare aziendale nelle Pmi, a Treviso accordo Unindustria-sindacati

Pubblicato il 15 marzo 2017 in Lavoro, Pmi e Imprese, Treviso

 

Il welfare aziendale entra dalla porta principale delle piccole e medie imprese metalmeccaniche della Marca. Dove i lavoratori potranno beneficiare dei premi di risultato sotto forma di servizi di welfare, previsti dal nuovo contratto nazionale di lavoro, anche in assenza di uno specifico accordo aziendale o di una presenza sindacale interna.

È questo il senso dell’accoro siglato da Unindustria Treviso e dai sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil del territorio, che consente su base volontaria, anche alle imprese che non hanno contrattazione aziendale e presenza sindacale al loro interno, di poter introdurre forme di retribuzione legata ai risultati e agli obiettivi delle impresa.

Alla firma erano presenti la presidente di Unindustria Treviso Maria Cristina Piovesana, la vicepresidente con delega alle relazioni industriali Antonella Candiotto, il segretario generale di Cisl Belluno Treviso, Franco Lorenzon, con il segretario provinciale di Fim Antonio Bianchin, il segretario generale di Cgil Treviso Giacomo Vendrame con il segretario provinciale di Fiom Enrico Botter, il segretario di Uil Treviso Belluno, Brunero Zacchei con il segretario provinciale Uilm Stefano Bragagnolo.

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Come spiegano in un comunicato congiunto, le parti sociali si sono fatte carico di favorire, anche per le aziende di minori dimensioni, dove però sono impiegati la maggioranza dei lavoratori trevigiani, l’opportunità di dotarsi di un contratto aziendale, legato all’andamento e ai risultati dell’impresa, per la maturazione di un premio di risultato in favore dei propri collaboratori, al fine di consentire anche a loro l’accesso ai benefici fiscali della contrattazione aziendale e il ricorso al welfare che presenta ulteriori vantaggi per il lavoratore e l’impresa.

Le parti hanno definito e condiviso uno schema completo di contratto aziendale con tutte le clausole e gli elementi necessari; l’azienda interessata dovrà solamente inserire gli obiettivi e stabilire le erogazioni economiche da riconoscere in base ai risultati che verranno raggiunti. Al fine di agevolarne la compilazione, sono stati individuati anche una serie di possibili parametri di misurazione dei risultati: ogni impresa potrà adottarne alcuni e stabilire gli obiettivi da raggiungere ed i valori delle erogazioni che ne derivano.

“Modello Treviso” per i contratti di secondo livello

Questo accordo si inserisce nell’ambito del cosiddetto ‘modello Treviso’ di contrattazione di secondo livello avviato fin dal 2011 e che ha anticipato l’accordo quadro nazionale tra Confindustria e sindacati del 2016. A Treviso questo obiettivo si è concretizzato anche attraverso la predisposizione di schemi di accordi specifici per ogni categoria. Con questo dei metalmeccanici, che è il più importante comparto industriale nel territorio, si completa il quadro del manifatturiero locale.

«Il nostro lavoro è mettere questo strumento a disposizione di tutte le aziende, le quali volontariamente possono adottarlo ed avere una opportunità nel coinvolgere i collaboratori nei progetti e nei risultati dell’impresa – dichiara Antonella Candiotto, che è anche presidente del gruppo metalmeccanico di Unindustria –. La trasformazione in corso, così evidente proprio in questo settore, rende indispensabile adottare logiche flessibili e specifiche ad ogni realtà aziendale. In occasione della stipula dell’accordo per il metalmeccanico, insieme a Cgil, Cisl e Uil abbiamo aggiornato lo schema di contratto, predisposto nel 2012, per aggiornarlo alle nuove disposizioni che permettono la tassazione agevolata per i premi di risultato e la possibilità per il dipendente di scegliere le prestazioni di welfare, ancora più vantaggiose».

«Abbiamo completato un percorso contrattuale che ha mantenuto la sua validità in un tempo di grandi cambiamenti – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil trevigiane –. In questa fase dove si vuole assegnare ai corpi intermedi un ruolo di rappresentanza passivo o addirittura superato, a Treviso dimostriamo invece un protagonismo positivo e che guarda alle sfide del cambiamento del nostro sistema produttivo e del mercato del lavoro. Attraverso questo accordo, che rappresenta una risposta ai problemi del lavoratori, si continua a costruire un modello territoriale che mira a trovare soluzioni concordate dove fino a poco tempo fa era impensabile solo immaginarlo. Ancora una volta abbiamo, infatti, anticipato i tempi, dando concretezza a una intuizione, quella sulla contrattazione di secondo livello avviata nel 2011, che ha la capacità di generare e determinare percorsi inediti di negoziazione per il futuro stesso del nostro mondo industriale. Investire nelle relazioni industriali è fondamentale, un investimento al quale tutti i soggetti coinvolti o potenzialmente coinvolgibili devono guardare positivamente e con attenzione. Ora si apre una nuova fase che deve essere finalizzata a strutturare le relazioni industriali a livello provinciale, ripensando un sistema contrattuale capace di includere tutti i lavoratori nel perimetro delle tutele contrattuali, superando le situazioni di precarietà e di destrutturazione di certi rapporti di lavoro e offrendo nuove opportunità, a partire dalle prestazioni di welfare aziendale e territoriale».

Più facile la detassazione dei premi di risultato

«L’opportunità di aderire al Patto per lo Sviluppo di Treviso come metalmeccanici – sottolineano le sigle di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil – è collegata direttamente all’opportunità di non subire passivamente l’Accordo nazionale sulla detassazione dello scorso luglio mantenendo un ruolo attivo nella gestione della contrattazione anche laddove oggi non ci siamo. È evidente che tale operazione ci può dare informazioni utili al fine di estendere la nostra iniziativa e, allo stesso tempo, di promuovere la nostra attività fuori dal perimetro delle aziende sindacalizzate e pertanto di portare gli effetti positivi della nostra azione sindacale anche in quelle realtà dove oggi siamo percepiti ancora come lontani o, peggio, inutili. In un territorio caratterizzato dalla polverizzazione del sistema produttivo industriale è necessario e strategico darsi degli obiettivi anche per una contrattazione che esca dai confini abituali e abbia il coraggio di sperimentare nuovi percorsi».

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