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La Regione aumenta le tasse per completare la Pedemontana Veneta

Pubblicato il 7 marzo 2017 in Infrastrutture, Treviso, Vicenza

pedemontana veneta  

La Regione Veneto reintroduce l’addizionale regionale Irpef per trovare i fondi che serviranno a completare la superstrada Pedemontana Veneta. Il piano è stato presentato oggi 7 marzo 2017 dal presidente Luca Zaia con una serie di slide al Consiglio regionale. È stato anche ridefinito l’accordo con la concessionaria Sis: la Regione investirà nell’opera altri 300 milioni di euro, ma in cambio terrà per se i pedaggi.

La maggiorazione di aliquota sarà dell’1,60% per i redditi da 28.001 a 55mila euro (10 euro mensili in più di gettito medio per contribuente), del 2,00% per i redditi da 55.001 a 75mila euro (49 euro in più mensili per ogni contribuente in media) e del 2,10% per i redditi superiori ai 75mila euro (con un incremento di 163 euro del gettito mensile per contribuente). Il gettito complessivo così prodotto è stimato dalla Regione in 220 milioni di euro.

Più tasse per “salvare” la Pedemontana veneta

Si tratta di una manovra ad hoc studiata dall’ente regionale per poter “salvare” la Pedemontana veneta, grande opera incompiuta, incagliata dai conti in rosso e con i cantieri a metà.

Ma l’addizionale Irpef è solo un tassello di un piano finanziario complesso che porterà alla sottoscrizione, prossimamente, di una nuova convenzione (la terza) fra Regione Veneto e Sis, il consorzio spagnolo concessionario unico per completare l’opera.

La Regione infatti ha preso in mano direttamente la gestione dell’opera a fine 2016, dopo che il ruolo di commissario straordinario ricoperto da Silvano Vernizzi non è stato rinnovato, dopo 7 anni, dal governo.

Il nuovo piano della Regione per la Pedemontana

Ecco gli elementi principali del nuovo piano per il rilancio della superstrada: un nuovo piano di traffico commissionato dalla Regione e redatto dalla società Area Engineering nel febbraio 2017 che prevede un traffico medio pari a 27mila veicoli al giorno; tariffe contrattuali scontate, rispetto a quelle originarie, del 23 per cento per i veicoli leggeri e del 16 per cento per i veicoli pesanti.

I proventi dei pedaggi passeranno concessionario (SIS) al concedente (Regione del Veneto); conseguente diminuzione degli introiti della concessione per il concessionario (SIS) pari a 6,7 miliardi di euro; eliminazione dell’originario canone di disponibilità a carico della Regione del Veneto che era pari a 532 milioni di euro in 15 anni; accentuazione – a carico del concessionario (SIS) – del rischio di qualità, manutenzione e buon funzionamento dell’opera in fase di gestione.

Dalla Regione altri 300 euro di contributo

E ancora: aumento del contributo pubblico in contro costruzione, a carico della Regione del Veneto, per 300 milioni di euro; rimodulazione del PEF (piano economico finanziario) dall’originaria formula “ricavi da tariffa + canone” a “ricavi unicamente da canone”; allineamento della convenzione alle migliori operazioni europee in materia di PPP (Public Private Partnership), l’unica convenzione italiana formulata in siffatta modalità; obbligo del concessionario ad addivenire al closing finanziario in tempi certi.

A quanto afferma la Regione, la manovra porterà a un risparmio per l’ente pari a 9,5 miliardi, a stabilità e certezza dei flussi finanziari, a una complessiva bancabilità del progetto, alla scomparsa definitiva delle originarie clausole di riequilibrio finanziario a carico della Regione, all’imposizione di un termine certo per il closing finanziario, all’imposizione di termini e penali per il pagamento degli espropri.

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