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Crisi Stefanel, i revisori: a rischio la continuità aziendale

Pubblicato il 7 settembre 2016 in Pmi e Imprese, Treviso

Stefanel store a Dubai  

Dubbi e incertezze sulla continuità aziendale. Impossibilità di esprimersi sulla conformità del bilancio semestrale al 30 giugno 2016. I revisori dei conti di Ernst&Young mettono nero su bianco le difficoltà del gruppo Stefanel, e nella relazione di revisione contabile sul bilancio semestrale mettono in forte dubbio le possibilità dell’azienda tessile trevigiana di proseguire il suo cammino seguendo il piano industriale 2016-2019.

I numeri. La semestrale segna perdite per 13,3 milioni di euro e un debito di 84,4 milioni verso le banche. Appena in marzo il Cda aveva rilevato la necessità di avviare un nuovo negoziato sul debito rinviando l’approvazione del bilancio 2015, chiuso poi a fine aprile con perdite di 7,7 milioni e debiti per 82,2 milioni – e ora la situazione si è aggravata. Le banche creditrici sono soprattutto Intesa, Unicredit e Mps, in misura minore Banco Popolare, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Bnl e Mediocredito del Friuli Venezia Giulia (come riporta il Corriere del Veneto).

La trattativa per rilevare Stefanel

Da mesi va avanti una trattativa per la cessione a un “cavaliere bianco”, un investitore per il momento anonimo interessato ad acquisire il gruppo, che era una punta di diamante del tessile veneto nei ruggenti anni Novanta, e ora fatica a rilanciarsi. Gli amministratori hanno sottoposto alle banche «un nuovo piano industriale 2016-2021 e connessa manovra finanziaria, elaborato da tale investitore con il supporto della società» si legge nella relazione di Ersnt&Young datata 1° agosto 2016.

I revisori sottolineano il «mancato rispetto dei parametri finanziari previsti nell’accordo di ristrutturazione dell’indebitamento siglato nel 2014; risultano inoltre presenti debiti verso fornitori scaduti di ammontare significativo». Le banche non fanno venir meno le linee di credito, ma per rimettersi in sesto serve una svolta, non facile da realizzare. Serve «ottenere un riequilibrio finanziario» e un «rafforzamento patrimoniale» visto che il capitale sociale «si è ridotto di oltre un terzo», serve una «nuova manovra finanziaria con il ceto bancario», e c’è incertezza sulla capacità di «realizzare le previsioni economico-finanziarie contenute nel piano industriale 2016-2019».

I revisori non approvano la semestrale

Incertezze che «fanno sorgere dubbi significativi sulla capacità del gruppo di continuare ad operare sulla base del presupposto della continuità aziendale e quindi della capacità di realizzare le attività e onorare le passività nel normale corso della gestione. In particolare – scrive Ernst&Young –, sulla base di quanto sopra esposto, il presupposto della continuità aziendale è soggetto a molteplici significative incertezze con potenziali interazioni e possibili effetti cumulati sul bilancio consolidato semestrale abbreviato». In conclusione la relazione afferma: «Non siamo in grado di esprimerci sulla conformità del bilancio consolidato semestrale».

 

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