Una fabbrica di imprese che connette industria e ricerca: con DIVE il Veneto guarda al modello Cambridge

Una piattaforma per generare nuove imprese o accompagnare le imprese nel percorso di restartup, generando nuove connessioni e nuove traiettorie di sviluppo a partire dall’incontro tra ricerca applicata, capitale umano qualificato e capacità industriale. Con questo obiettivo nasce DIVE – Driving Innovation in Veneto’s Economy, un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Padova con il supporto operativo di SMACT Competence Center, pensato per costruire un ponte stabile, operativo e diretto tra i dipartimenti STEM delle Università del Veneto, le imprese leader del territorio, le PMI e un network di partner internazionali.

L’ambizione è contribuire alla trasformazione del modello produttivo del Nordest, creando le condizioni perché conoscenza, tecnologia e attitudine imprenditoriale si traducano in nuove iniziative d’impresa, nuovi percorsi di innovazione e nuove opportunità di collaborazione tra università e industria. Il riferimento non è quello delle grandi metropoli globali, ma quello di territori europei come Cambridge, Eindhoven o Grenoble, che hanno saputo mettere in relazione università, ricerca applicata, imprese, capitale umano e visione industriale di lungo periodo.

Dopo una fase di studio e analisi, il progetto sarà presentato giovedì 16 aprile alle 16.30 a Padova Congress con Dive into the Future, un evento che metterà a fuoco, con la partecipazione di istituzioni, investitori e rappresentanti del mondo produttivo, alcune delle leve decisive per la competitività futura del Nordest.

La seconda tappa sarà l’11 e 12 maggio, con Fabbricare Spazio, due giornate di corporate entrepreneurship dedicate a uno dei tre settori individuati come strategici dal progetto DIVE, in collaborazione con Space Meetings Venezia. Le challenge tecnologiche proposte dalle imprese saranno affidate a gruppi di studenti, dottorandi e professionisti. Il percorso continuerà poi con un’iniziativa di Alta Formazione rivolta alle pmi, mentre in autunno due ulteriori verticali saranno dedicati agli altri due settori strategici individuati dal progetto, agrifood e medtech.

Queste iniziative rispondono a tre direttrici operative del progetto. La prima è la costruzione di una scuola di impresa capace di diffondere una nuova cultura imprenditoriale centrata su deep tech, innovazione e internazionalizzazione, con particolare attenzione al rafforzamento delle competenze anche all’interno del tessuto delle PMI. La seconda è la creazione di un acceleratore diffuso, inteso come rete di co-innovazione capace di portare tecnologia, sperimentazione e nuove connessioni nelle filiere produttive del territorio. La terza è lo sviluppo di una piattaforma internazionale di formazione e scambio che, nel tempo, possa accrescere l’attrattività del Veneto per studenti, ricercatori, giovani imprenditori e talenti ad alto potenziale.

Il comitato scientifico e le partnership internazionali

Ad affiancare la Camera di Commercio di Padova e SMACT in questo percorso, sin dalla fase di ideazione, sono tre studiosi che da prospettive diverse e con una forte apertura internazionale si occupano da anni di sistemi produttivi, innovazione e territori competitivi: Giulio Buciuni, Docente di Business Innovation presso Trinity Business School di Trinity College Dublin, Fabrizio Dughiero, ingegnere e Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, e Paolo Gubitta, Professore di Organizzazione aziendale all’Università di Padova.

Fra gli attori internazionali sono in corso interlocuzioni con alcuni potenziali partner indiani, cinesi e sudamericani. Padova, da cui parte questa nuova sfida che guarda all’intero Nordest, è inoltre al centro di un più ampio progetto promosso dalla Camera di Commercio per la costituzione di un distretto dell’innovazione, strettamente interconnesso con DIVE.

L’analisi: fra il 2009 e il 2025 imprese manifatturiere in calo del 23%

Il percorso di DIVE prende le mosse anche da un dato strutturale: secondo i dati Movimprese di InfoCamere-Unioncamere, tra il 2009 e il 2025 il numero di imprese manifatturiere attive in Veneto è diminuito del 23% passando da 66mila a 49mila unità.

«Un fenomeno – spiega Antonio Santocono, Presidente della Camera di Commercio di Padova  – legato solo in parte a un processo di concentrazione e che denota la necessità di ripensare il modello su cui per decenni si è basata l’economia del territorio. La transizione dall’economia industriale all’economia della conoscenza oggi premia imprese e territori che investono con continuità nella produzione di tecnologia e di conoscenza complessa, in particolare nelle funzioni aziendali “intangibili” come ricerca e sviluppo, sviluppo prodotto, finanza. Uno scenario che rischia di penalizzare le pmi manifatturiere, cuore pulsante dell’economia del nostro territorio, che, alle prese anche con la difficoltà nell’attrarre giovani talenti, rischiano di non stare al passo perché spesso vantano produzioni di eccellenza, ma appaiono fragili nelle competenze manageriali, digitali e finanziarie. Da qui la scelta di individuare una via alternativa rispetto al modello Silicon Valley o a quello delle grandi metropoli come Milano, creando un acceleratore diffuso per portare l’innovazione attraverso una rete distribuita di iniziative, là dove si crea il valore».

Questa tendenza si accompagna a un saldo migratorio negativo nelle fasce più qualificate del lavoro. In particolare, molti giovani laureati in materie Stem formati negli atenei veneti scelgono sempre più spesso di costruire altrove il proprio percorso professionale.

Fra i dati messi in evidenza dall’analisi che ha accompagnato la nascita di DIVE c’è anche l’indicatore relativo all’intensità della ricerca, cioè la propensione delle imprese a investire in ricerca e sviluppo. In Veneto questo valore, pari a 1,24 nel 2023, è in linea con quello della Lombardia (1,25), ma significativamente più basso rispetto all’Emilia Romagna (2,09).

«La visione per cui nasce DIVE è contribuire a fare di Padova e del Nordest un polo riconoscibile dell’economia della conoscenza, in cui ricerca, impresa e talento si incontrano per generare innovazione e nuova imprenditorialità – commenta Fabrizio Dughiero –. L’obiettivo è attivare un ponte operativo tra università, imprese leader, pmi e filiere produttive, attraverso percorsi in cui si impara facendo e ogni progetto formativo diventa un’occasione concreta di ricerca applicata e sviluppo».

«Medtech, agrifood e aerospace sono le tre filiere strategiche su cui abbiamo scelto di investire in modo prioritario – aggiunge Paolo Gubitta –. Le abbiamo individuate per la loro rilevanza strategica nel contesto economico del Nordest e per la presenza, a Padova e in Veneto, di anchor firm, grandi imprese con orizzonti globali e radici locali, insieme a centri di ricerca di eccellenza. Ogni verticale attiva una propria rete di partner, challenge aziendali e opportunità di collaborazione internazionale».

«Da anni studio le strategie con cui in tutto i territori si organizzano per competere nell’economia della conoscenza – aggiunge Giulio Buciuni –. Con DIVE queste analisi si traducono in una strategia concreta, o almeno in un primo passo in questa direzione, che punta a ridare slancio all’economia del Veneto riportando al centro il fare impresa in chiave innovativa e la costruzione di una nuova classe imprenditoriale all’altezza delle trasformazioni in corso.

«Il progetto DIVE risulta in linea con la missione di SMACT: rendere l’innovazione un processo concreto, diffuso e accessibile – dichiara Eleonora Di Maria, presidente del Consiglio di Gestione di SMACT Competence Center –. La sfida oggi non è solo generare nuova conoscenza, ma creare un ‘ponte’ operativo tra il mondo della ricerca e il tessuto produttivo, valorizzando le competenze, partendo da quelle STEM, in motori di crescita economica. Attraverso DIVE, si punta a trattenere e attrarre i talenti, offrendo loro un ecosistema dove la ricerca diventa soluzione tecnologica per le imprese. Solo con una connessione strutturale tra università e industria possiamo garantire alle nostre filiere la capacità di governare le transizioni gemelle, digitale ed ambientale».

Il programma dell’evento

Al centro dell’appuntamento di lancio di giovedì 16 aprile ci saranno tre sfide: la costruzione di un ecosistema finanziario capace di sostenere la nascita e la crescita di nuove imprese, la creazione di connessioni operative tra imprese leader, pmi, startup e filiere produttive in un dialogo strutturato con le università, e l’incontro tra talento, tecnologia e nuove opportunità imprenditoriali.

L’evento sarà aperto dai saluti di Antonio Santocono, Massimo Bitonci, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Veneto e Margherita Cera, Assessora all’Innovazione e Transizione Digitale del Comune di Padova, Mauro Conti, Professore delegato ai rapporti con le Imprese dell’Università degli studi di Padova e Eleonora Di Maria, Presidente di SMACT Competence Center. A seguire la presentazione del progetto DIVE da parte dei tre esperti del comitato scientifico, quindi tre dialoghi che vedranno come protagonisti rispettivamente Giulio Buciuni Francesco Lorenzini, Partner di Levante Capital, Fabrizio Dughiero Jacopo Pertile, Founder di Azzurro Digitale, e Paolo Gubitta con Allison Watson, Head of Bhr Emea Functions di Google, e Roberta Fagotto, Chief human Capital di Sit Padova.

L’evento è aperto al pubblico, iscrizioni a questo link.

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