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Cattolica, crisi banche pesa per 47 mln. “Divorzio” da BpVi

Pubblicato il 5 agosto 2016 in Credito, Verona

Cattolica Assicurazioni  

Cattolica assicurazioni approva la relazione finanziaria semestrale del 2016 su cui pesano in negativo per 47 milioni di euro le svalutazioni delle partecipazioni in istituti bancari, a partire da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ma non solo. Il risultato utile netto consolidato al 30 giugno è comunque positivo per 25 milioni di euro (un anno prima era a 67 milioni: -62,7%), mentre l’utile netto di gruppo (cioè al netto delle quote di terzi) si attesta a 17 milioni di euro (erano 53 a giugno 2015, il calo è -67,9%). Dei giorni scorsi la notizia che Standard & Poor’s ha confermato il rating di Cattolcia a BBB-.

Divorzio da Banca Popolare di Vicenza

Il consiglio di amministrazione di Cattolica, riunito il 4 agosto 2016, ha deciso di esercitare il «diritto di recesso dagli accordi di partnership strategica con Banca Popolare di Vicenza», come era stato annunciato. L’accordo, intrapreso nel 2007, consiste in tre compagnie assicurative (Berica Vita, ABC Assicura e Cattolica Life) le cui quote sono così suddivise: al 60% a Cattolica e al 40% a BpVi. Inoltre le due società hanno partecipazioni incrociate: la banca vicentina è il primo azionista di cattolica, e dopo il passaggio dell’istituto di credito nelle mani del Fondo Atlante risulta essere Quaestio Capital Management Sgr, il fondo che guida Atlante, il primo azionista della società assicurativa veronese. Ad oggi Banca Popolare di Vicenza detiene il 15.07% del capitale sociale di Cattolica, mentre quest’ultima detiene lo 0,006% del capitale della banca vicentina. Il recesso avrà piena efficacia allo scadere del sesto mese dopo che BpVi ne avrà ricevuto la comunicazione.

BpVi e Veneto Banca, svalutazioni nel bilancio Cattolica

Le quote in Banca Popolare di Vicenza hanno portato a un rosso di 6 milioni di euro rilevato nel primo trimestre 2016, in Veneto Banca il rosso di 2 milioni di euro è stato rilevato nel secondo trimestre 2016. Molto pesante il risultato negativo messo a bilancio per la svalutazione delle quote della Cassa di Risparmio di San Miniato per 35 milioni di euro, di cui 1 milione messo a bilancio nel primo trimestre e 34 milioni nel secondo. Infine i risultati negativi delle partecipazioni in fondi di investimento hanno pesato per 4 milioni di euro rilevati nel secondo trimestre. Senza svalutazioni, l’utile netto consolidato sarebbe stato positivo per 72 milioni.

Raccolta in calo

«La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto danni e vita – si legge nella nota diffusa da Cattolica – ha raggiunto i 2.528 milioni di euro, in calo del 21,1% rispetto ai 3.203 milioni del primo semestre 2015. Questo dato in particolare per il ramo vita è influenzato dagli effetti negativi derivanti dalla situazione attraversata da Banca Popolare di Vicenza, che ne ha limitato la capacità di raccolta».

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