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Storie di startup: MyPlace, “catena” di case in affitto nei centri storici

Pubblicato il 27 maggio 2016 in Innovazione, Padova

MyPlace  

Da una parte ci sono i proprietari di appartamenti sfitti in centro città, immobili spesso vecchi e bisognosi di lavori, che producono solo costi. Dall’altra ci sono i turisti desiderosi di ammirare al cento per cento le bellezze artistiche italiane, ma costretti a soggiornare in hotel di periferia. In mezzo c’è MyPlace, startup padovana che mette in pratica un’idea: offrire ai turisti l’equivalente di un albergo di livello, ma con tutti i comfort di un appartamento nel cuore della città. MyPlace prende in mano appartamenti sfitti o da sistemare, li ristruttura secondo un format standard e li mette sul mercato degli affitti temporanei. Un’idea diventata realtà e che ha iniziato a dare i suoi primi frutti: la società ha chiuso il bilancio 2015 con ricavi pari 800mila euro. La startup ha partecipato il 27 aprile 2016 scorso alla prima edizione del Padova Innovation Day ed è stata selezionata tra le 20 semifinaliste al Premio Startup Padovana dell’Anno promosso dall’Assessorato delle Politiche Giovanili del Comune di Padova.


MyPlace, video intervista a Massimiliano Piarulli

A marzo erano circa 50 gli appartamenti targati MyPlace, tutti in Veneto: 35 a Padova, 12 a Venezia, 3 in una palazzina di Verona. Le prossime tappe della società prevedono di arrivare a Treviso, e poi di uscire dalla regione: Siena e Perugia le città messe “nel mirino”. «La nostra idea – racconta l’ad Massimiliano Piarulli nella video intervista rilasciata al Padova Innovation Day – nasce dalla considerazione che circa il 60% delle finestre nei nostri centri storici è chiusa. Allora ci siamo chiesti come poter rivalorizzare questo patrimonio straordinario che abbiamo in Italia, nelle nostre piazze».

Qui intervengono loro: ristrutturano l’appartamento, lo allestiscono con un design moderno e attraverso i portali personalizzati con il nome di ogni città gestiscono le prenotazioni. In cambio il proprietario si trova sollevato dal problema di dover gestire un appartamento sfitto o affittato a un basso canone (si tratta solitamente di piccole pezzature) e si garantisce un introito mensile, una percentuale sull’incasso della struttura. «I turisti – conclude Piarulli – sono molto felici di questo perché preferiscono aprire una finestra su una piazza rinascimentale piuttosto che dormire in un hotel in periferia della città». Oltre a Massimiliano Piarulli, i soci fondatori della startup sono Alessandro Busca, Angelo Pellegrino e l’ex calciatore del Padova calcio Thomas Fig.

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