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Parla veneto la sonda che cerca vita su Marte

Pubblicato il 15 marzo 2016 in Belluno, Innovazione, Padova

ExoMars  

Un ingegnere ampezzano e dieci ricercatori padovani uniti da un viaggio spaziale verso Marte. Non si tratta dell’equipaggio di un nuovo film di fantascienza, ma del team italiano che ha collaborato con la missione spaziale “ExoMars 2016”, progetto finanziato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) che porterà il razzo russo Proton-M a raggiungere nei prossimi mesi il pianeta rosso.

Il lancio è avvenuto regolarmente ieri mattina 14 marzo 2016 (alle ore 10:31 italiane) dal cosmodromo russo di Baikonour, in Kazakistan, a quasi 5mila chilometri di distanza dall’Italia. Ma i cervelli che hanno progettato questa missione hanno lavorato da molto più vicino, tra le Dolomiti, la laguna veneta e l’università di Padova.

Il video del lancio di ExoMars

Un “termometro” cerca la vita su Marte

Il team della missione spaziale “ExoMars 2016” parla molto Veneto. Una delle menti principali che ha reso possibile il viaggio verso il pianeta rosso è Emanuele De Villa Bais, ingegnere aerospaziale originario di Cortina d’Ampezzo che ha realizzato parte della strumentazione della sonda spaziale. Il termometro che dovrà analizzare i gas presenti nell’atmosfera di Marte è stato costruito basandosi sulle sue ricerche.

Dai rilevamenti del termometro sarà poi possibile verificare eventuali tracce biologiche sulla superficie del pianeta rosso. «Un lancio perfetto, un momento storico, una tappa fondamentale – ha commentato all’Ansa il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Roberto Battiston – Comincia una serie di missioni che porteranno l’Europa a rispondere a una domanda cruciale: siamo soli in questo grandissimo universo, o nel pianeta dove stiamo andando esistono forme di vita?»

Complimenti all’ingegnere aerospaziale sono arrivati anche dal primo cittadino di Cortina, sua città natale: «Mi congratulo per il suo successo anche a nome della giunta e di tutta la cittadinanza – ha dichiarato il sindaco Andrea Franceschi – Possiamo davvero essere fieri ed orgogliosi di lui perché con il suo lavoro e i suoi studi contribuisce a rendere più ricca non solo la scienza e il Paese».

Nel team anche l’università di Padova

Ma Emanuele è solo uno dei tanti cervelli veneti che hanno contribuito a questa missione. A supporto dell’ingegnere ampezzano ha lavorato un team di dieci studiosi padovani del gruppo “Missus” (Meteorological integrated sensor suite for stratospheric analysis ) guidato dal professor Stefano Debei, direttore del Cisas (Centro interdipartimentale di studi e attività spaziali).

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