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Maxi stipendi, Cisl veneta vuole risposte

Pubblicato il 24 agosto 2015 in Fisco e consumi, Lavoro, Veneto

Bandiere della Cisl  

Non si placano le polemiche sui cosiddetti “stipendi d’oro” dei sindacalisti Cisl, e ora due categorie del sindacato regionale, la Femca e la Fim del Veneto, chiedono che si avvii «un’operazione di chiarezza, trasparenza e rinnovamento» pubblicando i 730 di tutti i dirigenti on line.

Il caso nazionale è stato sollevato dalla denuncia di un sindacalista cislino veneto, il veronese Fausto Scandola, che ha messo insieme i dati di alcuni super-stipendi di dirigenti del sindacato che in alcuni casi arrivano a sfiorare i 300 mila euro. La denuncia, pubblicata da Repubblica nei primi giorni di agosto, era contenuta in una lettera aperta inviata da Scandola al segretario generale Cisl Annamaria Furlan.

Scandola, espulso, rilancia: «La Cisl è la mia casa»

Scandola, tesserato Cisl dal 1968 e oggi iscritto alla Federazione Pensionati di Verona, è stato espulso dal sindacato dopo l’uscita di quei numeri sulla stampa. Ma la discussione non è affatto conclusa, anzi. E la base dei delegati e degli iscritti si mobilita per chiedere di eliminare privilegi e disparità eccessive fra le retribuzioni di alcuni dirigenti e quelle dei lavoratori.

Oggi Scandola, intervistato sul Fatto Quotidiano, rilancia e afferma che «sono coloro che hanno percepito stipendi da nababbi e non da sindacalisti che devono scusarsi con i tesserati». Non solo: «La Cisl è la mia casa – dice Furlan – Ma non rientrerò dalla porta di servizio né con qualche baratto; spero di rientrare grazie ad un cambiamento della situazione».

Fim e Femca: «Se accuse fondate, dirigenti si dimettano»

In Veneto a muoversi sono i chimici e i metalmeccanici. Un comunicato congiunto di Fim e Femca Cisl del Veneto chiede uno sforzo di trasparenza: «Un’operazione di chiarezza, trasparenza e rinnovamento all’interno della nostra organizzazione è sollecitata da tanti di noi da tempo – affermano Mario Siviero segretario generale veneto della Femca e Massimiliano Nobis segretario generale veneto della Fim – Alcune retribuzioni da tempo pubblicano le retribuzioni dei propri operatori e dirigenti sposando e attuando questa logica di trasparenza; è tempo che questo diventi prassi diffusa a tutti i livelli e per tutti i dirigenti».

Chimici e metalmeccanici veneto vanno però oltre chiedendo ai massimi dirigenti presi in causa dalla denuncia di Furlan di spiegare l’origine delle maxi-retribuzioni: «Chiediamo a questi dirigenti di chiarire al più presto la loro posizione circa le imputazioni loro addebitate – pretendono Fim e Femca venete -. Ben sapendo che anche qualora vi fosse una “legittimità” (pur discutibile) nel loro agire, vi è un criterio etico che non può essere ignorato da chi opera nel sindacato. In coscienza e nel rispetto delle regole, questi dirigenti assumano la responsabilità dei loro comportamenti e, qualora le accuse si dimostrassero fondate, facciano seguire immediatamente le loro dimissioni».

«Più soldi alle strutture territoriali»

Ma oltre alla richiesta di trasparenza emerge anche una proposta molto concreta, che si traduce in più risorse alle strutture territoriali periferiche con l’approvazione dei nuovi regolamenti retributivi. «Attuiamo da subito la massima trasparenza con la pubblicazione dei dati dei modelli 730 di tutti i dirigenti – scrivono Siviero e Nobis – Arriviamo all’assemblea organizzativa di Riccione (il 10 e 11 novembre 2015, ndr) con l’applicazione dei nuovi regolamenti retributivi, confermiamo in quella sede l’innalzamento delle risorse alle strutture territoriali. L’attuale 67% medio deve essere innalzato. Sarebbe un segnale concreto  che per la Cisl la propria missione rimane la presenza sul territorio, nei posti di lavoro, con i lavoratori».

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