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Mare veneto verso il pienone, montagna +3%

Pubblicato il 6 agosto 2015 in Belluno, Padova, Rovigo, Soldi, Treviso, Turismo, Veneto, Venezia, Verona, Vicenza

Spiaggia a Caorle  

È stato un luglio 2015 con il sole per il turismo veneto, e non solo per il meteo ma anche dal punto di vista delle presenze. La montagna registra una crescita del 3% dei turisti, al mare gli alberghi sfiorano il pienone. E agosto è cominciato con il piede giusto, a partire dal litorale. Ma i turisti spendono sempre meno.

Jesolo, Bibione e Caorle, ottimo luglio

A Jesolo, dopo un giugno in flessione del 4%, arrivi e presenze sono decollati: «Il mese di luglio è andato ottimamente – dice Massimiliano Schiavon, presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori – e, stando al meteo e alle prenotazioni, prevediamo un agosto e un inizio settembre altrettanto buoni».

A Bibione i quasi 100 alberghi sono a un passo dal tutto esaurito, mentre le case-vacanza e i campeggi sono in calo. Germania e Est Europa i paesi di provenienza più frequenti: «Abbiamo tanti turisti provenienti dalla Germania, dall’Austria, dalla Svizzera – afferma Silvio Scolaro, presidente dell’Associazione Bibionese Albergatori – ma anche dai Paesi dell’Est, dalla Polonia all’Ungheria, alla Repubblica Ceca. C’è un leggero sentore di ripresa degli italiani».

Bene le presenze anche nei 200 hotel di Caorle accompagnate però da una contrazione dei giorni prenotati, con una media di tre pernottamenti per turista. «La redditività è sempre più bassa e non ci consente di fare investimenti – lamenta Eugenio Padovese, presidente dell’Associazione degli Albergatori di Caorle – La clientela nella maggior parte dei circa 200 hotel presenti è fidelizzata, non c’è rinnovamento».

In montagna turisti in crescita del 3%

Il caldo alle stelle premia la montagna veneta con una crescita del 3% delle presenze di turisti nel luglio 2015. Positivo anche il dato degli italiani, +3,38%. Sempre per gli hotel anche la capacità di spesa è aumentata, sia pure di poco (+0,14% nel totale, +0,23% per gli ospiti stranieri). Sostanzialmente invariati i posti di lavoro, ma è diminuita la permanenza media (del -5%), così come la propensione alla spesa sembra diminuita. Bene invece i ristoranti, quelli degli hotel registrano un +2,16% sulla passata stagione.

Svedesi e norvegesi sono la novità dell’estate 2015 a Cortina: la promozione mirata in Scandinavia ha portato a un aumento delle loro presenze nei 62 alberghi. La permanenza media è di 4,3 notti. «Siamo soddisfatti del ritorno che stiamo avendo» spiega il presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina D’Ampezzo Gherardo Manaigo. Presi d’assalto a giugno e luglio gli hotel a 3 stelle, mentre in agosto si prevedono arrivi in massa nei 4 e 5 stelle.

Prevede un «agosto col botto» Walter De Cassan, presidente dell’Associazione Albergatori di Belluno e provincia. Sorridono le Dolomiti, dopo anni difficili, e sono in risalita anche le presenze nei rifugi.

Le terme venete sperano che il caldo duri in settembre

Presenze in linea con il 2014 in giugno e luglio nelle terme euganee, «il che ci fa ben sperare anche per i mesi di agosto e settembre – dice Emanuele Boaretto,presidente dell’Associazione Albergatori Termali di Abano-Montegrotto – Continua a ridursi invece la permanenza, passata dalle 2/3 settimane degli anni ’90 ai 4 giorni attuali. Muta anche la composizione del bacino d’utenza, rappresentato al 50% da turisti stranieri».

Il gran caldo non favorisce il turismo termale, ma in autunno ci sarà modo di rifarsi. «Riteniamo che un’estate così calda renda meno interessanti le terme – dice Boaretto – e che possa esserci un lieve calo sul 2014, anno in cui molti vacanzieri, soprattutto italiani, per il maltempo al mare o in montagna, hanno soggiornato alle terme. Se le temperature resteranno superiori ai 30 gradi ci aspettiamo di vedere molti più ospiti in settembre e ottobre, periodo per eccellenza dedicato alla cura termale fangoterapica».

Riviera del Brenta, stagione compromessa

Il tornado dell’8 luglio che ha devastato la Riviera del Brenta ha penalizzato gravemente le presenze turistiche, e a peggiorare le cose, secondo i commercianti, ci sono le misure legate alla Ztl per i pullman. In luglio, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, gli hotel hanno registrato un -7,61%, i ristoranti -19,12%, i negozi di abbigliamento -32,04%, quelli legati a sport e tempo libero -33,04%. Le previsioni per agosto, sempre riguardo i flussi di clientela, non sono incoraggianti: -50,25% negli hotel, -14,54% nei ristoranti, -14,53% nell’abbigliamento, -7,75% nello sport e tempo libero.

Niente effetto Expo a Verona, a Padova e Vicenza fame di eventi

Passando alle città d’arte, a Verona e provincia i 180 alberghi hanno il segno positivo, sia in termini di arrivi che di presenze estive. Ma ad attirare soprattutto tedeschi francesi e americani è la stagione lirica dell’Arena, mentre l’Expo nella vicina Milano non ha sortito l’effetto sperato. Diminuiscono ancora le notti trascorse negli alberghi della città che registrano una media di 1,5-1,7 notti.

Qualche riflesso l’esposizione milanese ha avuto a Vicenza dove il turismo di gruppo riempie gli hotel con alta capacità di camere. «Vicenza si configura come city-break per i visitatori dell’Esposizione Universale» dice il presidente dell’Associazione degli albergatori di Vicenza Oscar Zago, ma le presenze nel complesso sono in calo rispetto al 2014. Finito a Vicenza il fattore-Goldin, le cui mostre in Basilica palladiana erano attrattore nelle scorse estati: «Terminata la mostra di Goldin, le presenze negli hotel sono sensibilmente scese» dice Zago.

Calo di presenze e fatturati a Padova, dove gli albergatori accusano il Comune di non puntare sugli eventi: «Siamo in mano a un’amministrazione immobile e insensibile alle potenzialità del settore turistico – dice Monica Soranzo, presidente dell’Associazione Albergatori di Padova e provincia – In più subiamo la concorrenza delle strutture extralberghiere: basti pensare che su un incremento di 70mila presenze nel 2014 rispetto al 2013 nel capoluogo, 60mila sono relative ai b&b».

Sul Garda il turismo parla inglese

«Abbiamo avuto un notevole incremento di turisti inglesi grazie ai voli diretti recentemente istituti al Catullo – afferma Marco Lucchini, presidente di Federalberghi Garda Veneto – Per quanto riguarda l’andamento della stagione, nonostante un’ottima partenza a giugno, il caldo eccessivo di luglio ha frenato gli arrivi di alcuni turisti, spingendoli a rimanere più vicini a casa (la Baviera o i mari del Nord sono stati più caldi del consueto). Perciò non siamo ancora al tutto esaurito, anche se ci siamo vicini. Contiamo di raggiungerlo ai primi di agosto quando, a quanto pare, il clima diventerà più ‘vivibile’».

I turisti spendono sempre meno, ma fa eccezione Rovigo

Vanno bene le presenze, ma la capacità di spesa diminuisce. Secondo una ricerca di Confcommercio Veneto e Confturismo, langue lo shopping turistico in alcune province come Venezia e Vicenza, mentre quella di Rovigo registra un ‘più’ sia nella ristorazione (+6,20%) che nel ‘retail sport e tempo libero’ (+3,54%).

A Vicenza e Venezia i flussi di clientela di luglio sono diminuiti in modo più significativo rispetto all’estate scorsa, ma soltanto per il retail, mentre a Padova sono stati i ristoranti a farne le spese. In tutte le altre provincie la frequenza dei turisti è rimasta stazionaria o è aumentata. I segni negativi nelle tendenze sono sempre condizionati dalla defaillance dei turisti italiani. In controtendenza le vendite nei negozi di abbigliamento sul Garda, dove sono gli stranieri a mettere più degli italiani mano al portafoglio.+

Sono in calo di conseguenza i prezzi, con Treviso a segnare un – 3% nel costo per camera d’albergo rispetto al luglio scorso (ma salgono invece i prezzo nella ristorazione, + 1%, nell’abbigliamento, + 2%, e nel retail sportivo e tempo libero, + 5%. A Venezia gli operatori segnalano un calo del -1,67% dei prezzi in hotel e ristoranti, e a Verona nel ricettivo la riduzione è del -0,68%.

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