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Famiglie venete e crisi: la voce degli assistenti sociali

Pubblicato il 16 marzo 2014 in Fisco e consumi, Padova, Professionisti, Veneto, Venezia, Verona

 
Assistenti sociali in Veneto

Assistenti sociali in Veneto

Tasso di disoccupazione in crescita, sempre più famiglie alle prese con difficoltà economiche, la crisi che non accenna ad allentare la propria presa. È un Veneto provato quello nel quale ogni giorno si trovano ad operare i 2.700 professionisti iscritti all’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali, che martedì 18 marzo celebrano con centinaia di migliaia di colleghi in tutto il mondo il World Social Work Day, giornata internazionale dedicata al servizio sociale. Due diversi appuntamenti, promossi dall’Ordine e realizzati con la collaborazione delle Università di Padova, Verona e Ca’ Foscari di Venezia, al Comune di Verona e all’Associazione Italiana Docenti di Servizio Sociale serviranno a fare il punto sul ruolo dell’assistente sociale oggi, ma anche a raccontare esperienze positive e nuove strade per affrontare le tante richieste di aiuto che arrivano agli assistenti sociali.

Assistenti sociali veneti: disoccupazione e bilanci familiari in crisi tra le emergenze

Tasso di disoccupazione in crescita costante e famiglie che vivono con difficoltà crescente la gestione del bilancio domestico: sono i due elementi che maggiormente saltano all’occhio guardando i dati statistici veneti. Dati che si traducono in volti, persone e storie che quotidianamente si rivolgono agli assistenti sociali – nei Comuni, nelle aziende sanitarie, nelle realtà del non profit – per ottenere assistenza. Sul fronte del lavoro, negli ultimi dieci anni il tasso di disoccupazione regionale è passato dal 4,24% del 2004 al 7,59% di fine 2013, con una crescita costante, fatto salvo il lieve calo registrato nel 2007, quando si era assestato sul 3,34%.

«La mancanza di lavoro è sempre più diffusa ormai non solo tra le fasce di popolazione con minori risorse e bassi livelli di istruzione, ma anche tra i giovani, le donne e le persone che per età sono difficilmente ricollocabili. E persino lavoratori autonomi che hanno dovuto cessare le proprie attività per gli effetti della crisi – sottolinea il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto Vittorio Zanon –. Sono anche queste le persone che si rivolgono ai Servizi Sociali di base, che spesso non hanno risorse sufficienti per poter far fronte alla quantità e complessità di situazioni problematiche. E questo diventa frustrante anche per gli stessi assistenti sociali. Inoltre trovarsi a dover dare risposte negative a persone già esasperate, in alcuni casi può arrivare ad esporre gli assistenti sociali a situazioni di rischio per la propria incolumità personale». La crisi economica e le sue conseguenze sul mercato del lavoro si sono ripercosse sui bilanci e sulla serenità delle famiglie venete: secondo un’indagine Istat, nel 2013 il 44,3% delle famiglie venete ha ritenuto “peggiorata” la propria condizione economica rispetto all’anno precedente, mentre un altro 17,7% l’ha ritenuta “molto peggiorata”. Solo il 3,1% delle famiglie l’ha definita “migliorata”.

Anche il giudizio delle famiglie venete rispetto alle proprie risorse economiche è andato via via peggiorando con gli anni: se nel 2010 il 58,1% le definiva “ottime o adeguate” e il 40,7 % “scarse o insufficienti”, nel 2013 il primo dato era sceso al 52,1% e il secondo era salito al 47,3%.

Famiglie Risorse Economiche

Elaborazione Ordine Assistenti Sociali Veneto su dati Istat

«Gli assistenti sociali – spiega il presidente Zanon – incontrano quotidianamente famiglie che non riescono più a far fronte in autonomia ai bisogni primari e alla propria sussistenza: penso in particolare alle famiglie monogenitoriali, a chi perde il lavoro ed è a rischio di sviluppare patologie di tipo depressivo, agli anziani soli, a chi non è più in grado di pagare affitti, bollette o mutui, alle persone extracomunitarie che con la perdita del lavoro sono a rischio di irregolarità. Sono concreti i rischi di “cadere” in comportamenti che non possono che peggiorare le singole situazioni: dal lavoro nero alle economie illegali, dalle illusioni del gioco d’azzardo, all’isolamento sociale».

Martedì 18 marzo doppio appuntamento a Padova e Verona

È da questi dati, è da queste esperienze concrete che muoverà la riflessione del World Social Work Day, che in Veneto sarà celebrato con due eventi in contemporanea – dalle 8.30 alle 13 – a Padova nell’Aula magna del complesso di via Cesarotti 10/12 (Dipartimento Fisppa – Università di Padova) e a Verona nel Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra. «Nel corso della mattinata – spiega Zanon – avranno spazio e porteranno la propria testimonianza gli assistenti sociali che ogni giorno operano sul territorio, il mondo dell’università e della ricerca, in prima fila per formare professionisti del servizio sociale sempre aggiornati, e gli studenti dei Corsi di laurea in Servizio Sociale delle università di Padova, Venezia e Verona, che potranno condividere aspettative, dubbi e speranze sul futuro della professione». Nel corso dell’evento si sarà collegati virtualmente agli altri assistenti sociali che in altre sedi in Italia e nel mondo celebreranno la Giornata Internazionale del Servizio Sociale, attraverso la proiezione messaggi che verranno lanciati in rete attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #wswd2014 ed #assistentisociali.

Scarica il programma completo.

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