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Proprietari immobiliari, ecco gli aumenti in vista per il 2014

Pubblicato il 17 settembre 2013 in Veneto

Muro  

Quali aumenti toccheranno i proprietari immobiliari dal 2014? La risposta arriva dal Centro studi CGIA di Mestre, che ha calcolato tutti gli aumenti in vista. Dal 1° gennaio 2014, le aliquote dell’imposta di registro relative ai trasferimenti di prima casa passeranno dal 3 al 2%. Per gli immobili “di lusso” ci sarà invece un aumento, con il passaggio dall’attuale aliquota del 7% al 9%. Sono queste, solo alcune delle importanti modifiche per la tassazione immobiliare contenute nel decreto sull’istruzione approvato dal Consiglio dei Ministri del 9 settembre scorso.

Imposta di registro: sale a 200 euro

A partire dal 1° gennaio 2014, l’importo dell’imposta di registro da versare in misura fissa passerà dagli attuali 168 euro a 200 euro; tale aumento si applicherà anche alle imposte ipotecarie e catastali che non sono inerenti i trasferimenti immobiliari a titolo oneroso. L’aumento a 200 euro dell’imposta di registro in misura fissa interesserà anche i conferimenti di beni ai soci, tutti i contratti soggetti ad Iva, i contratti di comodato di immobili e le operazioni di ristrutturazione aziendale come fusioni e scissioni.

Prima casa, aliquota scende dal 3% al 2%

Per trasferimenti di prima casa a titolo oneroso, le aliquote dell’imposta di registro passeranno dal 3% al 2% dal 1° gennaio del prossimo anno. Per quanto riguarda gli immobili di lusso, essi andranno a coincidere con quelli classificati tali ai fini dell’Imu, e pertanto accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9. Per questi immobili l’imposta dall’attuale 7% aumenterà al 9%, così come per le seconde abitazioni, capannoni, ecc.. L’aliquota salirà al 9%, dall’attuale 8%, anche per i terreni edificabili e per quelli agricoli (attualmente al 15%).

Tornano le imposte ipotecarie e catastali per volture e iscrizioni catastali

Per volture e iscrizioni catastali ritorna l’imposta ipotecaria e catastale nella misura fissa – e non più proporzionale – di 50 euro per ciascuna. Tale tassa era stata eliminata dal Dlgs n. 23/2011 sul federalismo municipale con effetto dal 1° gennaio 2014.

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