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Outplacement: il “modello Padova” approda in Senato

Pubblicato il 19 settembre 2013 in Padova, Veneto

Padova  

Politiche attive per la riqualificazione e il reimpiego dei lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, modellate sui fabbisogni reali delle aziende. È la strada per non disperdere un patrimonio di lavoro e competenze e invertire la tendenza che nel secondo trimestre 2013 ha portato il numero dei disoccupati in Veneto pericolosamente vicino a quota 170mila (169.266), con un tasso del 7,5%. La formazione può essere la via per aggiornare i saperi e rimettere in moto il lavoro. Lo conferma l’esperienza di Fòrema – società di Confindustria Padova per la formazione, il lavoro e la sicurezza – che negli ultimi quattro anni ha coinvolto 3.200 lavoratori in mobilità o in Cig in percorsi di riqualificazione e outplacement, molti dei quali realizzati a valere su avvisi Fondimpresa. Con un tasso di ricollocamento ben al di sopra della media nazionale: oltre il 60% ha infatti trovato un nuovo impiego entro sei mesi.

La presentazione giovedì 19 settembre al Senato

Il “caso” padovano, selezionato insieme ad altre eccellenze italiane, sarà al centro di un confronto domani, giovedì 19 settembre a Roma, alle 17.30 nella sala capitolare di Palazzo Minerva al Senato organizzato da Fondimpresa, a cui è stato invitato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e a cui interverranno il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, il presidente di Fondimpresa Giorgio Fossa e i segretari di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Nel corso dell’appuntamento sarà presentato il volume di Massimo Mascini Dal Fondo in poi. Storie di rinascita in tempo di crisi (edizioni Il diario del lavoro), che raccoglie un campione degli oltre 1.100 progetti formativi mirati alla riqualificazione dei lavoratori di aziende in crisi finanziati da Fondimpresa, il fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

Malvestio: «La ripresa passa anche dalle competenze»

«La ripresa economica passa anche dalle persone e dalle loro competenze – spiega il presidente di Fòrema Marino Malvestio -. Per questo, Fòrema ha scelto di impegnarsi a fondo in progetti che permettano di aggiornare e accrescere le professionalità, in relazione ai nuovi fabbisogni, per offrire nuove chance di lavoro alle persone e nuove energie competitive alle aziende». Un fattore chiave sta nella struttura stessa dei percorsi formativi. «Non solo formazione specifica, tecnica – sintetizza Malvestio – ma l’accompagnamento individuale di ciascun lavoratore passo dopo passo. Chiave di volta è la presenza di un orientatore al ricollocamento, una figura specializzata che segue ogni persona, in un rapporto “uno a uno”, lungo tutto l’iter formativo e di ricollocamento».

Fòrema: il ricollocamento fa scuola in Europa

Il modello di outplacement messo a punto da Fòrema ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello europeo ed è diventato la matrice per la costituzione di una rete europea per il ricollocamento grazie al progetto Restart@Work, finanziato dalla Commissione Ue. Tra gli elementi che lo contraddistinguono, l’ascolto delle esperienze dei lavoratori, l’attenta analisi dei fabbisogni delle aziende e del mercato, l’offerta di percorsi di accompagnamento personalizzati attraverso gli orientatori al ricollocamento, che seguono passo dopo passo il lavoratore, consigliandolo e guidandolo nel percorso di formazione e di ricerca di un nuovo impiego.

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