Crisi Electrolux, tavolo interregionale con le parti sociali per tutelare i posti di lavoro
Electrolux, gigante svedese degli elettrodomestici, ha annunciato lo scorso 11 maggio un piano di ristrutturazione che porterebbe a 1.700 esuberi in Italia e alla chiusura di uno stabilimento nelle Marche. In pericolo anche i posti di lavoro nelle altre sedi, tra le quali quelle di Susegana (un migliaio di addetti), in Provincia di Treviso, di Porcia (1.500 addetti), in provincia di Pordenone, di Forlì e di Solaro. Il 18 maggio a Venezia c’è stato il primo tavolo di confronto tra politica e parti sociali, che ha riunito i rappresentanti sindacali confederali di CGIL, CISL e UIL con le categorie FIOM, FIM e UIL del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, le Confindustrie Alto Adriatico e VenetoEst, l’assessore regionale del Veneto alle imprese Massimo Bitonci, l’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini del Friuli Venezia Giulia e l’europarlamentare e Presidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia del Parlamento Europeo Elena Donazzan.
«Abbiamo ritenuto indispensabile attivare immediatamente un confronto tra le Regioni coinvolte, le parti sociali e l’azienda – dichiara Bitonci – per costruire una linea comune in vista del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il prossimo 25 maggio a Roma. È necessario presentarsi uniti davanti al Governo per difendere i lavoratori, le competenze industriali e la continuità produttiva di un settore strategico per il manifatturiero italiano».
Forti preoccupazioni dai rappresentanti sindacali. «Come Fiom e RSU di entrambe le regioni e dei territori di Pordenone e Treviso chiediamo il ritiro del piano di ristrutturazione presentato l’11 maggio insieme al ritiro di tutti gli esuberi indicati che raggiungono, uniti ai contratti a tempo determinato che andranno a chiusura, oltre 1900 persone e la revoca della cessazione dello stabilimento di Cerreto D’Esi», hanno dichiarato le Fiom e le rsu dei territori coinvolti. E, ricordando gli ingenti contributi pubblici ricevuti dall’azienda nel corso degli anni, continuano «Diventa importante l’incontro del 25 al MIMIT e al governo fin da ora chiudiamo che oltre a fare le dovute pressioni sulla multinazionale svedese produca una legislazione che impedisca la delocalizzazione di aziende manifatturiere».
Sostegno anche dalla segretaria generale della Cgil del Veneto insieme alla segretaria generale della Cgil di Treviso: «Siamo molto preoccupate per questa ennesima crisi che sta colpendo il nostro territorio, soprattutto per le conseguenze che potrebbero andare a colpire l’indotto e, quindi, l’intero settore. Restiamo anche noi vigili in attesa dell’incontro del 25 maggio».