Rovigo, no della Regione al fotovoltaico. Coldiretti: «Grande soddisfazione»

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Fotovoltaico, dopo il «no» del Comune di Rovigo arriva anche il parere negativo della Commissione Regionale per la valutazione d’impatto ambientale al progetto che interessa circa 66 ettari di terreni agricoli nella zona di Boara. Lo annuncia con soddisfazione  Coldiretti Veneto che sottolinea le importanti motivazioni che hanno portato la Commissione a rigettare un progetto che avrebbe un impatto ambientale significativo e negativo.

«E’ un primo grande riconoscimento della nostra battaglia – dichiara Daniele Salvagno, Presidente di Coldiretti Veneto – avviata ormai mesi fa con il coinvolgimento di 24000 cittadini veneti che hanno firmato la nostra petizione contro il fotovoltaico che consuma terreno agricolo. Ora questa iniziativa è diventata nazionale e da qualche giorno sta raccogliendo le firme dei cittadini di tutte le regioni d’Italia».

La corsa all’utilizzo del suolo agricolo per far posto ai pannelli, secondo la Coldiretti, va bloccata urgentemente e lo si deve fare con la legge di cui si sta occupando il Consiglio regionale. Sono troppi ormai i progetti che stanno arrivando ai Comuni e alla Regione, da Loreo a Rovigo, da Occhiobello a Canda, da Casier in provincia di Treviso a Malo in provincia di Vicenza.

Fotovoltaico, un no che mette d’accordo le parti interessate

Sono, infatti, molteplici i pronunciamenti di Sindaci contrari agli impianti che consumano aree agricole. Anche la Regione nel suo parere all’impianto di Rovigo ha riconosciuto che dal territorio è giunta una chiara contrarietà di cui l’amministrazione regionale ha dovuto tenere conto, aggiungendo che «quando si devono prendere decisioni sugli impianti si devono tenere in considerazione gli interessi collettivi della comunità e del territorio perseguendo un corretto equilibrio tra tutela dell’ambiente da un lato e attività economiche, sviluppo e innovazione dall’altro».

Altrettanto significativo il parere della Sovrintendenza delle Belle Arti che dichiara che «l’impianto di Rovigo altera drasticamente l’assetto fondiario e la corretta percezione del paesaggio agrario». La provincia di Rovigo ha segnalato invece che il Polesine ha già superato l’obiettivo nazionale per la produzione di energia da fotovoltaico al 2030, denunciando che «la diffusa realizzazione di campi fotovoltaici avrebbe indiscusse e significative ricadute sullo svolgimento dell’attività agricola, storicamente caratterizzante la struttura socioeconomica polesana».

«Tutto ciò – dichiara Coldiretti Veneto – ci lascia ben sperare su un cambio di rotta della Pubblica Amministrazione per salvaguardare, da uno scempio annunciato,  il territorio veneto e soprattutto conferma che la nostra battaglia è giusta e sempre più condivisa dalla società. Noi per altro siamo assolutamente convinti che gli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili possano essere raggiunti utilizzando aree dismesse, tetti, capannoni, aree non agricole».

«L’agricoltura per altro – conclude Coldiretti Veneto – vuole essere protagonista in questo scenario assumendosi la responsabilità – come prevede la proposta di legge regionale – di essere produttrice di energia green in connessione con la propria attività agricola. Ora non ci resta che attendere la legge!»

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