Coronavirus, come cambia l’autocertificazione

Pubblicato il 24 Marzo 2020 in Infrastrutture, Lavoro, Pmi e Imprese

autocertificazione aggiornata  

Nuove modifiche all’autocertificazione per gli spostamenti, introdotta dal Governo per contenere la diffusione del Coronavirus. A farlo sapere è una circolare inviata ai prefetti da Franco Gabrielli, capo della Polizia, alla luce del nuovo decreto del presidente del Consiglio pubblicato in questi giorni nella Gazzetta Ufficiale, contenente ulteriori restrizioni per l’emergenza, dalla chiusura delle aziende “non indispensabili” alle limitazioni di movimento. L’autocertificazione aggiornata è scaricabile a questo link.

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Le nuove restrizioni sugli spostamenti hanno sollevato diversi dubbi sul comportamento da tenere, su che si può e non si può fare. Gabrielli ha quindi specificato le motivazioni che possono giustificare gli spostamenti, sintetizzandole in “comprovate esigenze lavorative”, “esigenze di assoluta urgenza” e “motivi di salute”. Anche il tragitto casa-lavoro è quindi permesso, così come è permesso recarsi presso aeroporti, stazioni ferroviarie e porti per riportare i propri parenti a casa.

Cosa cambia nella nuova autocertificazione

Nella nuova versione dell’autocertificazione, come si vede nel fac-simile qui sotto, bisogna dichiarare oltre alla residenza anche il domicilio. Un’altra aggiunta è l’obbligo di specificare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione che si vuole raggiungere.

Altre modifiche riguardano poi i provvedimenti di cui deve dichiarare di essere a conoscenza, tra cui il decreto del 22 marzo l’ordinanza del ministero della salute “concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone” nel territorio nazionale.

autocertificazione aggiornata

Riguardo le motivazioni, invece, restano immutate le voci “comprovate esigenze lavorative”, i “motivi di salute” e la “situazione di necessità”, mentre scompare “rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, sostituita da “assoluta urgenza”, seguendo il decreto del 22 marzo che vieta gli spostamenti tra Comuni. Rimane invece la “situazione di necessità” per spostamenti all’interno dello stesso comune.



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