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Vendemmia, in Veneto produzione giù del 10% ma la qualità è ottima

Pubblicato il 12 Agosto 2019 in Pmi e Imprese, Veneto

vino bianco viti doc  

A pochi giorni dall’inizio della vendemmia in Veneto si prevede una produzione in calo del 10%, ma di qualità ottima. È Confagricoltura a  tracciare un quadro in prospettiva dell’annata che, grazie a una primavera fredda e piovosa e un inizio estate caldo e secco, sembra essere  foriera di una produzione di vini potenzialmente eccellenti.

La vendemmia partirà in ritardo di otto-dieci giorni rispetto al 2018: a fine agosto il via con il pinot grigio, poi in settembre toccherà al chardonnay e quindi glera, merlot, garganega, durella, soave e infine i rossi.
«Eravamo un po’ preoccupati in maggio, perché l’abbondanza di piogge faceva temere per l’esplosione delle malattie della vite -, sottolinea Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Veneto e Verona, oltre che vicepresidente nazionale del settore -. Poi per fortuna il clima si è stabilizzato, ma rimane l’incognita di quanta uva riusciremo a portare in cantina a causa delle numerose tempeste e grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo i vigneti veneti. Prevediamo una riduzione delle rese, rispetto al 2018, che potrebbe arrivare anche al 12%. È un calo che ci fa tornare nella normalità delle rese del Veneto degli ultimi anni».

Il calo, secondo Marchesini, è un fattore positivo, «in quanto favorisce la qualità e le caratteristiche organolettiche delle uve». Positivo anche il contingentamento dei vigneti: “Dieci anni fa la viticoltura veneta contava 70.000 ettari: quest’anno sarà nell’ordine dei 100.000. Una crescita importante, di oltre il 40%. Gli imprenditori si sono impegnati e sono stati bravi, ma adesso diciamo che occorre stare accorti nel fare nuovi vigneti». L’invito è quindi a non piantare più nuovi vigneti: «Il percorso da seguire oggi non è più quello quantitativo, ma quello qualitativo. Dobbiamo valorizzare la viticoltura sostenibile e quella biologica, che sono il futuro».

Per quanto riguarda i prezzi, infine, è prevedibile un calo: «Dopo gli anni del boom, ci stiamo assestando su valori più bassi. Tutto sommato crediamo che sia però accettabile nel sistema dove ci sono prezzi più bassi di quelli garantiti dalle doc».



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