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Pedemontana, Zaia: «In caso di rinvio a giudizio Regione sarà parte lesa»

Pubblicato il 17 Luglio 2019 in Infrastrutture, Regione, Veneto

Pedemontana  

La Regione Veneto si costituirà parte civile in caso di rinvio a giudizio a seguito del sequestro della galleria di Malo della Superstrada Pedemontana Veneta. Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia intervenendo ad una seduta straordinaria del Consiglio Regionale richiesta ieri 16 luglio dai consiglieri di opposizione.

Al termine della seduta il Consiglio ha approvato all’unanimità la mozione delle minoranze che chiede alla Regione di «avviare immediate verifiche straordinarie sull’esecuzione e sui materiali utilizzati nelle opere in cemento armato lungo l’intero tracciato» della Pedemontana.

«In un Paese civile c’è l’obbligo di rispettare il lavoro della Magistratura» ha dichiarato Zaia. «L’istituzione regionale non può costituirsi parte civile fintantoché non c’è il rinvio a giudizio. Noi abbiamo piena fiducia nel lavoro di indagine della Procura della Repubblica. La scorsa settimana la giunta ha comunque provveduto a dare incarico al professor Emanuele Fragasso di tutelare la Regione dal punto di vista penale, qualora vi siano sviluppi nelle indagini sui cantieri della Pedemontana Veneta».

I consiglieri regionali di Pd, M5s e Liberi e Uguali hanno accusato la struttura regionale di non essersi accorta dei materiali scadenti e il presidente Zaia di non aver preso posizione. La mozione è stata presentata l’11 luglio 2019, una decina di giorni dopo il sequestro (è il terzo in due anni) della galleria lunga 7 chilometri che dovrà collegare Castelgomberto a Malo.

Pedemontana, tre sequestri in tre anni

Il primo sequestro avvenne nel 2016, dopo la morte di un operaio travolto da un crollo. Il secondo nel 2017, a causa di un vasto cedimento della volta. Adesso la Procura di Vicenza ha scoperto che parte dei materiali utilizzati (acciaio, cemento, pvc) non avrebbero la certificazione CE e sarebbero, quindi, meno resistenti. Le intercettazioni ambientali hanno aggiunto prove e dimostrato che gli operai vanno a lavorare temendo per la propria incolumità. Per questo i cantieri sono stati bloccati.

«Le verifiche sulla galleria di Malo e sull’impiego di materiali nei cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta sono in corso – ha ribadito Zaia – e vi confermo che non accetteremo la consegna dell’opera fintantochè non saranno conclusi i collaudi. Ricordo che i collaudatori (che sono tecnici, amministrativi e statici) rispondono alla Giunta regionale. Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare. Ma non possiamo fare i processi prima delle indagini. Stiamo seguendo la vicenda, con tutta la delicatezza del caso. Sarà la Procura a fare chiarezza, abbiamo piena fiducia nei giudici. Anzi, consegneremo al Procuratore della Repubblica anche il verbale della discussione odierna, qualora possa fornire ulteriori elementi utili».

Zaia: «Spv opera strategica, cronoprogramma rispettato»

Il presidente della Regione ha ribadito che la SPV è un’opera «strategica, non solo per il Veneto ma anche per l’Italia», concepita negli anni Novanta, progettata nel 2002, messa in gara nel 2006 e aggiudicata nel 2009, i cui lavori di realizzazione sono iniziati nel 2011. Un’opera di 94 chilometri di tracciato, più altri 68 km di raccordi e svincoli.

«Il cronoprogramma di realizzazione è rispettato – ha aggiunto – e le opere verranno completate entro il 31 dicembre 2020, ad eccezione della galleria di Malo (oggetto del sequestro). Gli espropriati sono già stati indennizzati quasi tutti, ne mancano solo una trentina. E il 71% delle interferenze nel territorio sono già state definite. Certo, ci sono almeno tre aspetti di criticità – ha ricordato Zaia – e riguardano l’intersezione con l’autostrada A4 a Montecchio (ma la partita è già chiarita con il Ministero), l’intersezione con la A31 e il rinvenimento di discariche abusive. Ma ricordo che in Veneto si contano 485 discariche abusive e il tracciato della SPV ne intercetta una decina. Non è una iperbole dire che per fortuna c’è la Superstrada Pedemontana Veneta, perché il tracciato ha intercettato la discarica e si è proceduto a bonificare il sito».

Nel confermare inoltre la massima attenzione alla salute e all’incolumità dei 1600 lavoratori impegnati nei cantieri della superstrada, Zaia ha concluso assicurando totale trasparenza sull’opera: «Le carte sono a vostra disposizione – ha ricordato ai consiglieri regionali – e la Struttura di Progetto risponderà ad ogni vostra richiesta di informazione o documentazione».



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