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Fusione Aim-Agsm con A2A, artigiani vicentini contrari: «Studiare altre alleanze in Triveneto»

Pubblicato il 17 Luglio 2019 in Fisco e consumi, Pmi e Imprese, Verona, Vicenza

Agostino Bonomo  

La Confartigianato vicentina è molto tiepida rispetto all’ipotesi di fusione tra le multiutility di Vicenza e Verona, Aim e Agsm, in una nuova società che potrebbe confluire nell’orbita della società lombarda A2A. A uscire allo scoperto è Agostino Bonomo, presidente della potente associazione degli artigiani di Vicenza, nonché presidente di Confartigianato Veneto.

«Confartigianato Imprese Vicenza guarda con molta attenzione, e non poca preoccupazione, all’ipotesi di fusione tra Aim e Agsm – si legge in una lunga dichiarazione di Bonomo -, ritenendo importante che questa operazione, se da fare, porti effettivi vantaggi alla città e alla provincia di Vicenza».

L’intervento prende di mira l’operazione che vede come registi i comuni di Vicenza e Verona, i cui contorni sono ancora incerti. Il tentativo di aggregazione di un polo del Veneto occidentale, con un forte partner industriale lombardo come A2A, avrebbe dovuto prendere già corpo nei mesi scorsi con la tentata acquisizione di Ascopiave, nel Trevigiano. Ma a metà giugno il tentativo è naufragato quando quest’ultima ha preferito l’emiliana Hera – che già controlla la padovana AcegasApsAmga – per una partnership commerciale nel settore energia.

Bonomo: «Con A2A si indebolisce il nostro territorio»

«Recentemente abbiamo visto che la multiutility di Treviso, Ascopiave, ha scelto come partner la bolognese Hera che già in precedenza aveva acquisito la padovana Aps/Acegas – afferma Bonomo -. Oggi abbiamo la conferma che la lombarda A2A, è il possibile terzo partner accanto alle utility venete (Aim e Agsm). Se questa ipotesi si realizzasse sarebbe impossibile non rilevare un ulteriore indebolimento del nostro territorio rispetto all’attuale situazione, prendendo in esame nei particolari gli assetti societari d’ingresso e di aumento di capitale sociale a tendere. Oggi non abbiamo più le nostre banche, abbiamo ceduto il controllo della fiera a Rimini e, se avvenisse questa operazione, avremmo una cessione di parte del controllo sulla nostra multiutilty».

«Voglio chiarire – puntualizza il presidente di Confartigianato Vicenza – che non siamo contrari a priori all’operazione di fusione di cui si parla da tempo ma, se strategicamente deve avvenire, a nostro giudizio si dovrebbe guardare con maggiore attenzione a soluzioni alternative in ambito triveneto».

Bonomo cita gli accordi già in essere tra Confartigianato e Aim Energy per quanto riguarda sia le forniture domestiche di energia elettrica e gas, sia le forniture aziendali. La tesi è che le multiutility locali siano già abbastanza forti sul mercato. «Il primo ha portato benefici, non solo alle famiglie, ma anche alla municipalizzata vicentina, visto che siamo riusciti a coinvolgere oltre 60 associazioni provinciali della Confartigianato (attraverso i loro consorzi) a utilizzare appunto le forniture Aim Energy – aggiunge Bonomo -. Per quanto riguarda le forniture aziendali da quest’anno il Caem (nostro consorzio che si occupa di intermediare le forniture energetiche per le aziende) ha avviato una collaborazione con Aim Energy e con Dolomiti Energia, convinto che queste due aziende sono già in grado di fare offerte concorrenziali e di tenere nei nostri territori il valore prodotto dai ricavi».

In conclusione il presidente degli artigiani si dice preoccupato «per il territorio vicentino, e veneto, sempre più dipendente o comunque condizionato da scelte fatte altrove. Auspichiamo quindi una decisione, in questo caso certamente attenta alle valutazioni tecnico economiche ma anche di carattere politico, che tenga però anche in debita considerazione gli interessi effettivi delle nostre comunità».



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